Droga, autoriciclaggio e richieste di finanziamenti: gli affari del presunto clan

La notizia ancora non trova conferme ufficiali, ma se tutto corrispondesse al vero sarebbe clamorosa: roba da “genio del crimine”. Perché l’operazione Piazza Pulita, oltre ad aver scovato una presunta organizzazione dedita allo smercio di droga (quasi sempre cocaina) e all’autoriciclaggio di denaro provento di attività illecite, rivela altre cose perché  sembra che il presunto clan volesse anche far apparire “pulite” le proprie attività attraverso un meccanismo tanto lecito, quanto irreale. Pare che alcuni fra gli indagati (a vario titolo) avessero tentato in più occasioni di accreditarsi presso banche per ottenere finanziamenti. A dire il vero queste sono indiscrezioni giornalistiche che attendono conferma ma, se così fosse, si riesce bene a comprendere meglio lo spessore delle attività poste in essere.
Fra le novità certe che emergono a margine della conferenza stampa tenuta stamattina da Guardia di Finanza e Carabinieri di Campobasso c’è quella secondo la quale le persone destinatarie delle ordinanze di custodia cautelare in carcere non tutte sono state ristrette presso il carcere di Campobasso in quanto, secondo le normative anti Covid, gli arrestati devono essere ristretti presso celle singole e nel penitenziario di Campobasso ce ne sarebbero solo 7. Quindi la maggior parte di loro sono stati dirottati presso istituti di pena di Cassino e Velletri in attesa di poter iniziare a preparare la linea difensiva con i propri legali.

WP Twitter Auto Publish Powered By : XYZScripts.com