Dottoressa dell’Aeronautica in corsia a Campobasso: la storia su Repubblica

Silvia Marziali, arbitro internazionale di basket e medico dell’Aeronautica, finisce sul Venerdì di Repubblica che racconta la sua storia. Una vicenda umana, la sua, che ha toccato anche il Molise, dove ha lavorato in corsia al Cardarelli di Campobasso per l’emergenza Covid.

Questo l’articolo su Venerdì di Repubblica: “Silvia Marziali lo sa, un arbitro e un medico in fondo devono fare la stessa cosa: prendere la decisione giusta nel minor tempo possibile. Per riuscirci servono preparazione e autocontrollo.

Marziali è stata la prima donna italiana ad arbitrare una partita internazionale di basket. Da quest’anno è anche la seconda a fischiare in Serie A maschile.

Fuori dal campo, è una dottoressa dell’Aeronautica, con un master in medicina estetica e l’ambizione di diventare cardiologa dello sport.

È sempre in prima linea: nel 118, nell’emergenza Covid-19, ora nella campagna di vaccinazione. Silvia ha 33 anni, è nata a Edolo, nel Bresciano, ma è marchigiana.

“A 19 sono entrata alla Cattolica a Roma per studiare Medicina e ho rinunciato a giocare – racconta – Solo che senza pallacanestro non potevo vivere così ho iniziato a fare l’arbitro nelle giovanili. Il basket è stato la mia medicina”.

Quando è esplosa l’emergenza Covid, è stata inviata dall’Aeronautica all’ospedale civile di Campobasso, in terapia subintensiva, con sessanta pazienti: “Entrare nel reparto è come andare sott’acqua, tu sudi e soffochi dentro il tuo scafandro, indossando doppie protezioni.

Ti immergi in un’altra realtà, il rumore dell’ossigeno ti entra nella testa. Sembriamo astronauti scesi sulla Luna, si vedono solo i nostri occhi, i pazienti non hanno rapporti con l’esterno e si affidano completamente a te.

E tu con poche armi che hai a disposizione cerchi la soluzione giusta. Spesso non ce l’hai. Ho visto persone smettere di respirare all’improvviso, e altre riprendersi quando sembravano senza speranza”.

E sui no vax aggiunge: “Sentendoli parlare prima mi arrabbiavo, adesso resto solo delusa. Quando qualcuno esordisce sull’argomento con ‘secondo me…’ lo fermo subito: non esiste ‘secondo me’. Esistono la scienza, i dati, e persone che ne sanno più di te”.