Dopo la rivolta in carcere parla Di Giacomo (S.PP.): «Situazioni esplosive nelle carceri italiane»

Il Segretario nazionale parla di sistema penitenziario da rivedere e rischio quotidiano molto alto

Ha parlato genericamente del sistema penitenziario italiano durante la conferenza stampa Aldo Di Giacomo, segretario nazionale del sindacato S.PP., come solito fare davanti al cancello d’ingresso del carcere di Campobasso dopo i recenti fatti di cronaca che lo hanno interessato.

Ha rimarcato ancora una volta le cattive condizioni ambientali in cui opera la Polizia Penitenziaria costretta a fare i conti con un deficit d’organico divenuto cronico e su un sistema che «andrebbe completamente rivisto. Il carcere di Campobasso, non tra quelli punitivi, non si sottrae certo alla statistica nazionale che parla di 11 chilogrammi di droga e 900 telefoni cellulari sequestrati in un anno – ha affermato Di Giacomo – ma, cosa che forse non tutti conoscono, esiste anche un altro tipo di reato commesso all’interno: quello sessuale. Alcuni detenuti detengono il potere economico per effettuare scambi e fare acquisti come avviene ovunque». Passando alla rivolta dei giorni scorsi Di Giacomo l’ha definitiva «una tempesta in un bicchier d’acqua, un’azione estemporanea, non programmata. Il sistema penitenziario va rifondato: non vogliamo certo hotel a 5 stelle ma la condanna va espiata con dignità in modo tale che anche gli operatori possano lavorare in condizioni migliori di quelle attuali. Ogni giorno, invece, il rischio è altissimo». Intanto i detenuti responsabili dei disordini si trovano ancora reclusi in via Cavour in attesa del trasferimento presso strutture laziali di cui una di massima sicurezza.

 

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