Dopo “Dont’t stop about battigia”, a Termoli si scivola sulle “ciglia”. E scoppia l’ilarità

La foto ha suscitato commenti a dir poco divertiti all’interno di uno dei gruppi Facebook dedicati a Termoli. Sì perché dopo “don’t stop about battigia”, scivolone tra l’italiano e l’inglese dello scorso anno quando l’amministrazione comunale fece installare una cartellonistica per invitare i turisti a non sostare sulla battigia a causa delle normative Covid, quest’anno è stata la Regione Molise (o chi per essa) a scivolare sulla buccia di banana di una traduzione dell’italiano all’inglese alquanto fuori contesto. L’errore è stato stampato bianco su azzurro sul cartellone che è stato installato all’altezza della discesa del porto di Termoli, quindi in una zona che per normativa è sotto il controllo della Regione Molise come tutto il bacino portuale. “E’ vietato transitare e sostare a veicoli e pedoni entro i tre metri dal ciglio delle banchine”. Fin qui, in italiano, nulla questio: il cartello invita pedoni e macchine a non sostare entro i tre metri dal ciglio, ossia dal bordo, della banchina. Un invito quindi alla prudenza quando si è all’interno del bacino portuale. E’ stata la traduzione in inglese a creare imbarazzo ed ilarità. Chi ha tradotto la frase dall’italiano all’inglese, infatti, ha tradotto e riportato il solo termine ciglia: “each of the short curved hairs growing on the edges of the eyelides, serving to protect the eyes from dust particles”. Che tradotto in italiano diventa “ciascuno dei peli corti e ricurvi che crescono sui bordi delle palpebre, servono a proteggere gli occhi dalle particelle di polvere”. Si tratta, di fatto, della traduzione della parola “ciglia”, plurale di “ciglio”, quindi della peluria che si trova a protezione dell’occhio. Un evidente strafalcione che ha scatenato, come detto, l’ilarità sui social tra chi ha creduto che fosse una boutade, chi una fake news e chi ne ha sollevato una questione di marketing.