«Dopo 30 anni le discriminazioni ci sono ancora. Siano fermate»

Gli studenti del Tiberio-Boccardi di Termoli hanno organizzato un volantinaggio in occasione dei 30 anni della caduta del muro di Berlino

Gli occhi lucidi e la voce quasi rotta dal pianto. Perché la generazione del 2.0 sa ancora emozionarsi davanti a quelle che sono state le sofferenze e le discriminazioni tra gli uomini di ieri così come tra quelli di oggi. Un volantinaggio per ricordare la caduta del muro di Berlino. Una pagina della storia contemporanea europea tra le più importanti, che i ragazzi del 5 Capitani del Tiberio e della 5A Turistico del Boccardi, guidati dalle insegnanti Alessandra Santagata e Barbara Mammarella, hanno ricordato con un volantinaggio tra le strade di Termoli dove hanno avuto anche la “fortuna” di incontrare un uomo sopravvissuto alla Berlino di quegli anni di drammi e solitudine. «Ci hanno raccontato la loro storia, la loro vera esperienza. L’esperienza di quello che è stato in quei giorni ed è stata una esperienza molto toccante». Il muro di Berlino, da sempre, rappresenta la capacità dell’uomo di discriminare il suo simile. Di dividerlo dal resto del mondo puntando ad una sorta di alienazione. E se, materialmente, i muri di cemento non esistono più, quello che ancora permane sono le discriminazioni rispetto a chi è di una razza diversa. «Io penso che la caduta del muro di Berlino sia stato un evento molto importante non solo per cambiare la storia della città ma anche le sorti del mondo. Sfortunatamente la caduta di questo muro è stata solo un piccolo evento in una molteplicità di altre discriminazioni: ancora oggi sentiamo di muri sociali che non sono fatti di cemento ma vengono alzati dalle parole discriminando ragazzi, anziani, gente che ha differente colore di pelle che crede in un Dio diverso dal nostro e quindi penso che siamo ancora molto lontani dalla risoluzione di questo problema ma cercheremo di lavorarci al meglio». Chiaro l’appello che i ragazzi del Tiberio-Boccardi hanno voluto lanciare alle istituzioni e a tutti coloro che hanno il potere di decisione. «Cominciate ad aprire la mente a guardare il cuore e gli occhi delle persone capite cosa hanno provato, la gente che viene abbandonata in mezzo al mare, i bambini che stanno vivendo la guerra direi guardateli perché dagli occhi si capisce tanto e capendo quello che hanno nel cuore si può risolvere una grande parte del problema».

Questo sito utilizza cookie per migliorare l'esperienza per l'utente. Per ulteriori dettagli puoi consultare la pagina dedicata. Accetta Dettagli

WP Twitter Auto Publish Powered By : XYZScripts.com