Donatella, la voce italiana del Tango

Per la rubrica settimanale “Alesia e i suoi compagni di viaggio”, Anna Corallo dialoga con la cara amica Donatella Alamprese, che di cuore ringraziamo

Donatella  Alamprese, cantante  e compositrice lucana , espressione di una tendenza ” inclusiva” di fare musica. Con una solida formazione classica, da sempre sperimenta nuovi territori in un abbraccio globale di lingue e culture.  Nelle  sue vene scorre sangue argentino da parte paterna e il suo repertorio di cantante raffinata e intensa sul piano espressivo ed emotivo la pone tra le stelle più luminose del panorama canoro internazionale. Un eclettismo interpretativo che si nutre della voglia di sperimentare  e di usare la voce, da lei definita come “ muscolo dell’ anima”, consentendole di spaziare con la disinvolta padronanza di otto lingue nei più disparati generi musicali dalla lirica fino alla sperimentazione, passando per  il jazz e il pop. Ma è grazie alle suggestioni della musica argentina e alle sue magiche atmosfere che Donatella Alamprese è diventata famosa nei palcoscenici del mondo: brani di Gardel,  fino a Piazzolla , Blazquez e Cosentino per arrivare a Marta Pizzo, esponente di  un tango senza make up che  è quello dei poeti e della contemporaneità,  spesso declinato  al femminile  e con un forte impatto emotivo.,   La Alamprese è stata ambasciatrice di cultura innumerevoli volte rappresentando Firenze, la Toscana  e l’ Italia in  contesti internazionali nel corso delle sue tournée  in Sudamerica,  negli Istituti  di Cultura a Buenos Aires, Santiago del Cile e  per ben  due volte in quello che è l’ evento culturale più prestigioso legato al tango, la Cumbre Mundial  nel 2015 a Zarate, Buenos Aires e nel 2018 a Melilla, Spagna, oltre alle  tante tournee in Giappone dove ha calcato importanti palcoscenici tra Tokyo, Osaka e Kyoto . 

 Donatella , qual è il tuo legame con il tango?

  Come dice Leopoldo Marechal,  ” il tango è una possibilità infinita  “. Io  ce l’ho nel sangue per le mie radici argentine da parte paterna.  E’ stato definito patrimonio dell’ umanità proprio perché esprime un linguaggio universale capace di arrivare dritto al cuore .Per me è vivere ogni istante con gratitudine, come fosse un abbraccio, cercando nel mistero della vita una costante evoluzione.  E come diceva il grande scrittore argentino  Jorge Luis Borges,, al quale ho dedicato anche uno spettacolo. è un modo di camminare, un modo di sentire la vita, che colora, un po’ come è accaduto con il Jazz, anche le vicende dei suoi protagonisti e dei suoi interpreti». 

Come  hai cominciato a cantare tango?
«Mio padre cantava e suonava e desiderava che anch’io imparassi lo spagnolo e condividessi con lui momenti della sua vita in Argentina.  Solo dopo la sua morte nel 2002  ho cominciato ad apprezzare questo genere e a riconciliarmi con lui attraverso la musica,il tango è stata una sorta di terapia e la attitudine ad interpretarlo è esplosa in me all’ improvviso. L’ incontro con il chitarrista Marco Giacomini nel 2003 è stato determinante..diciamo che è stato ascoltando un tango di Gardel  suonato da lui che improvvisamente nella memoria delle mie cellule si sono risvegliati gli anni della mia infanzia e i tanghi cantati da mio padre. E’ stato  un po’ come rinascere. Intensamente commovente».

Sei stata svariate volte in tourneè in Argentina. Come è vissuto lì il tango
A Buenos Aires il tango è uno strumento di comunicazione e trasformazione sociale. Tante sono le donne poetesse e compositrici  eredi di Alfonsina Storni ed Eladia Blazquez. Ho intessuto stupendi rapporti di collaborazione con rappresentanti prestigiosi del tango nuevo, il tango vivo di oggi. Tra queste  la poetessa Marta Pizzo è sicuramente la principale portavoce e sono felice di collaborare con lei e aver messo in musica i versi di tre sue composizioni. Grazie ad aver vissuto e sperimentato quello che è oggi il tango a Buenos Aires  io e Marco Giacomini abbiamo il privilegio  di interpretare un tango attuale  e di esserne anche autori. 

 Non è facile cantare tango, dal fraseggio al timbro , alla capacità di interpretare. Qual è secondo te il segreto nell’interpretare questo genere?
La sincerità. Per interpretare il tango bisogna essere veri, raccontare e raccontarsi senza maschere.  Immensi compositori contemporanei di fama come Saul Cosentino, considerato l’ erede di Piazzolla, con il quale io e Marco abbiamo l’ onore di collaborare, la cantante Patricia Barone e il compositore Javier Gonzalez..  tutti personaggi grandiosi eppure umili nell’atteggiamento verso la vita. Non a caso il mio ultimo lavoro discografico con il chitarrista Marco Giacomini che cura anche gli arrangiamenti dei brani, si intitola  Tango sin Carmin, Tango senza rossetto.

 Un tango essenziale per trattare temi della contemporaneità senza smarrire la forza della tradizione .  Per quanto riguarda l’ interpretarlo..beh.. avercelo nel dna aiuta senz’altro!».

Il tuo modo di fare musica è stato definito “ inclusivo”..mi pare una bella definizione
« Mi sento cittadina del mondo e mi piace fondere stili e generi , esplorare nuove possibilità creando dei ponti tra mondi e culture diverse. Il centro di tutto è  sempre l’ esperienza umana nelle sue molteplici sfaccettature. Ecco perchè  nei miei spettacoli c’è spesso la poesia da Borges alla Cvetaeva agli Anonimi armeni e giapponesi e perché amo cantare in tante lingue .In culture molto diverse tra loro i drammi umani sono gli stessi, pure in epoche storicamente lontane . Il nucleo è il desiderio di libertà , di dignità e di giustizia , il bisogno di amore comune a tutta l’ umanità. Instaurare una vera comunicazione con chi ti ascolta è per me prioritario, donarsi fino in fondo e con sincerità . In realtà, grazie alla mia passione per le musiche del mondo e alla voglia di varcare confini e abbattere barriere posso contare su repertori diversi  e in tante lingue .Mi piace creare e offrire percorsi originali proponendo anche brani di musica colta e popolare rivisitati. Alkimie e Crossroads, portati in teatri in Italia e oltre oceano, ne sono un esempio e prima di partire in tournee per il Giappone nel 2008 sono stata testimonial del lancio della 500 sul mercato asiatico con un cd interamente dedicato alla canzone italiana  anni 60. È stato divertente. Ma un fatto è certo: il tango è e sarà sempre la mia passione, quella in grado di infondermi energie sempre nuove».

Quali  sono i progetti futuri? . 

Purtroppo, tra  le oltre trenta date annullate causa covid  che prevedevano esibizioni un pò in tutta Italia, c’era un concerto tutto dedicato a Firenze  previsto lo scorso novembre al Teatro di Cestello . Un omaggio alla città che mi ha adottato e che ripropone il repertorio speciale che eseguimmo nel 2015 in Giappone in occasione del 50esimo anniversario del gemellaggio Firenze- Kyoto. Speriamo davvero  di tornare presto in teatro per condividere emozioni dal vivo e riprendere a viaggiare.  Intanto continuerò  a sognare, a lavorare sodo per  raccontare storie di donne e artiste straordinarie  , così come ho fatto e con il progetto  “Le Voci di Eva” ,” Fango” sulle donne migranti , “Femme”   e  in “Latitudine Donna” e , naturalmente, a collaborare con la mia amata Argentina per dare un senso sempre nuovo e vivo  al mio “fare tango” . 

Donatella Alamprese

in collaborazione con Anna Corallo

* Photo credits Satoru Kawagishi ph Lorenzo Franchi ph

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