Depuratore, una bomba ecologica. L’impianto consortile è fermo da anni e non è stato bonificato

Torna in cronaca, con le foto sconvolgenti pubblicate da Vittorio Monaco su Facebook, che allarmano seriamente la pubblica opinione, la vicenda del depuratore consortile situato tra i territori di Pesche e Carpinone, sulla vicenda, nel 2013, già intervenne il Comitato Antimafia Caponnetto che parlava di una bomba ecologica pronta ad esplodere. Infatti il depuratore è fermo da anni, ma l’acqua e i fanghi accumulati sono a rischio inquinamento. Nel 2013, dopo l’esposto alla magistratura, il Comitato Antimafia affermava che: ”Atra notizia che ci lascia sconcertati è che da una delibera del Commissario Prefettizio di Isernia n.57 del 25.05.2013, Comune capofila per i fondi Pisu, si legge, testuale: che su richiesta del sindaco di Carpinone il partenariato ha affrontato l’emergenza del suddetto comune relativa al depuratore consortile a servizio dei comuni di Carpinone, Pesche: che questa opera, come risulta dalla documentazione messa a disposizione dalla Unione dei Comuni della Pentria, non è stata eseguita a regola d’arte, presenta problemi di allagamento ed al suo interno sono stati depositati rifiuti speciali di varia provenienza che costituiscono un pericolo per l’ambiente ed in particolare per il fiume Carpino e per tutto il territorio a valle dello stesso che coinvolge i fiumi Cavaliere e Volturno e l’intero territorio dei comuni appartenenti al Pisu di Isernia”.

Insomma un rischio ambientale elevatissimo, per bonificare l’impianto ci vogliono 700mila euro e bisogna trovarli, o per lo meno il Ministero dell’Ambiente deve stanziarli. A tal proposito, c’è anche un’interrogazione parlamentare dei deputati 5 Stelle Federico e Testamento che, rivolti al ministro dell’Ambiente, tra l’altro, affermano: ”a seguito dell’entrata in funzione del depuratore nella zona sono iniziate subito le problematiche ambientali, con lacrimazioni ed esalazioni fetide; in una relazione tecnica emessa dall’assessorato all’ambiente della regione Molise, è emerso che nel sito in questione sono stati acquisiti e sottoposti a trattamento rifiuti non corrispondenti alla definizione di codice Cer 070701 autorizzato, dando luogo a disfunzioni del processo di depurazione, con l’immissione anche di rifiuti pericolosi provenienti da siti industriali di fuori regione; queste gravissime disfunzioni ed i sospetti di traffico illecito di rifiuti pericolosi hanno portato la regione Molise a revocare le autorizzazioni alla Carpino Ecologica; ad oggi il depuratore non è più in funzione, ha delle crepe nelle vasche di cemento causate probabilmente da lavori non effettuati ad opera d’arte ed inoltre, per quanto risulta, non è mai stata effettuata la bonifica dei rifiuti pericolosi tuttora giacenti nelle vasche del depuratore, rischiando di compromettere anche il fiume Carpino che scorre nelle vicinanze e tutto il territorio dei comuni appartenenti al Pisu di Isernia: quali urgenti iniziative di competenza intenda adottare il Ministro interrogato per scongiurare un disastro ambientale dei fiumi Sordo e Carpino dovuti ai rifiuti pericolosi stipati da anni nel depuratore consortile di Carpinone e per la cui bonifica occorrerebbero circa 700.000 euro”.

 

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