Deposito crollato in via Gazzani, il Consiglio di Stato rinvia la decisione

L'udienza era prevista per questa mattina. É stata aggiornata a data da destinarsi

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CAMPOBASSO

Si sarebbe dovuta tenere questa mattina, davanti al Consiglio di Stato, la decisione sulla legittimità del vincolo storico-architettonico posto dalla Soprintendenza che impediva la demolizione dell’ex capannone Enel di Campobasso, crollato il 26 gennaio scorso. L’immobile è stato poi demolito definitivamente il 2 febbraio per salvaguardare l’incolumità dei cittadini, come spiegato, più volte, anche dal sindaco Antonio Battista costretto ad emanare un’ordinanza di abbattimento della struttura parzialmente crollata e che era a rischio di altri cedimenti. Stamattina a Palazzo Spada, presente all’udienza l’avvocato Salvatore Di Pardo, legale, insieme ad Andrea Latessa, della DB Costruzioni, proprietaria della struttura.  «Eravamo pronti per la decisione e volevamo anche un chiarimento definitivo su questa vicenda ma l’Avvocatura dello Stato, che difende la Soprintedenza, ha chiesto un rinvio a causa del cambiamento della situazione dovuto al crollo della struttura» ha spiegato Di Pardo. «Evidentemente la Soprintendenza ha chiesto altro tempo per documentarsi sul crollo ed adottare nuovi provvedimenti» ha ipotizzato il legale della DB.

Probabilmente la stessa Soprintendenza, che aveva posto il vincolo storico-architettonico sulla struttura risalente ai primi del Novecento, dove, negli anni della Seconda guerra mondiale, avevano alloggiato truppe tedesche, vorrà presentare nuovi progetti di valorizzazione di quello che era l’immobile ormai crollato. «Il Consiglio di Stato oggi poteva, però, pronunciarsi sulla legittimità del vincolo che, di fatto, riguardava la struttura che ora non c’è più» ha concluso l’avvocato Di Pardo. Ora si resta in attesa della data della prossima udienza, nella quale, si spera, si potrà decidere sulle sorti dell’ex deposito e capire quale sarà il futuro architettonico della zona tra via Gazzani e via Monsignor Bologna, interrogativo che interessa anche i campobassani.

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