Denunciò la Camorra, Don Aniello contro le mafie e per la legalità

Don Aniello Manganiello ha incontrato questa mattina gli studenti dell’Istituto Alberghiero Federico di Svevia di Termoli

REDAZIONE TERMOLI

Un prete di strada che cammina al fianco degli ultimi. Don Aniello Manganiello, di origini campane, dai primi anni Novanta al settembre 2010 è stato il parroco di Santa Maria della Provvidenza, a Scampia.  Da 20 anni non è più lì ma quella gente e quel quartiere li porta nel cuore e continua a battersi e combattere per loro portando avanti il tema della promozione della legalità. Lo ha fatto anche oggi, all’Istituto Alberghiero Federico di Svevia di Termoli con una testimonianza straordinaria. Parlare ai ragazzi non è mai stato facile ma Don Aniello ha saputo raccontare e interagire con loro toccando temi scottanti. La sua è una figura carismatica che porta a riflettere. Don Aniello si è rivolto agli studenti raccontando di aver imparato ad amare Scampia vivendola mentre all’inizio era reticente. Ma prima di entrare nei dettagli ha mostrato ai ragazzi l’intervista che Giulio Golia delle Iene gli aveva fatto mentre ci si incamminava nelle vie dello spaccio e mostrando sentinelle, codici, pizzo. Dopo si è aperto al racconto, al coraggio di denunciare l’azione criminale dei camorristi. Una figura esemplare sempre al fianco delle persone bisognose, che si mischia tra gli ultimi e si impegna nella difesa della giustizia. Nel 2012 ha fondato l’Associazione “Ultimi contro le mafie e per la legalità”, che ha presidi in molte regioni.  Garante del Premio Nazionale Paolo Borsellino, prosegue incessantemente la propria attività a favore di tutte le persone disagiate. Dopo la mattinata passata tra gli studenti Don Aniello sarà nel pomeriggio di oggi, 18 febbraio, dalle 17, nella sala convegni del Sacro Cuore a Termoli.