Delitto De Cesare, si cercano le tracce nel Dna

L’incidente probatorio sarà incentrato su accertamenti tecnici non ripetibili richiesti dal pm di Frosinone. Intanto la difesa di Ialongo pensa di ricorrere al Riesame

Nuovi sviluppi nel delitto di Romina De Cesare, la 36enne di Cerro al Volturno trovata senza vita nella sua in piazza Plebiscito, a Frosinone. La difesa di Pietro Ialongo, ex fidanzato dalle ragazza in carcere per l’omicidio, ha presentato la riserva di incidente probatorio.

Per domani è fissato un ulteriore accertamento tecnico per i prelievi del Dna. L’incidente probatorio sarà incentrato su accertamenti tecnici non ripetibili richiesti dal pm di Frosinone. Saranno coinvolti tutti gli atti di indagine a eccezione dell’esame autoptico. L’avvocato Vincenzo Mercolino ha in programma di presentare ricorso al Riesame. La data ultima per la presentazione è fissata per lunedì 16 maggio. “Prima dell’accertamento tecnico andrò in carcere per un colloquio con Ialongo. Principalmente per verificare il suo stato di salute”, le parole di Mercolino riportate da Ciociariaoggi.

L’avvocato avrebbe anche sollevato eccezioni sul modo con cui si è arrivati alla confessione dell’accusato. Secondo la difesa in quei primi momenti, Pietro non era in grado di sostenere un interrogatorio, che si è svolto senza un legale e senza avvisare i familiari. Ialongo era sconvolto, nudo, scalzo e a digiuno: una situazione che ha potuto incidere sulla consapevolezza delle dichiarazioni rese in quel momento. Probabilmente il legale punta sull’attenuante dell’incapacità di intendere e di volere.

I familiari di Romina – ha detto intanto l’avvocato Danilo Leva – non cercano vendetta, ma risposte dalla giustizia al dolore che li affligge. Per quanto riguarda la difesa, in sinergia con la procura, faremo tutto quanto servirà per consentire l’accertamento della verità nei tempi più celeri possibili”.