Delicato intervento chirurgico al Neuromed, il ringraziamento ai medici

REDAZIONE

La sanità molisana troppe volte viene descritta esclusivamente in termini economico-finanziari, come se fosse uno scatolone vuoto dove inserire numeri, posti letto, situazione debitoria e, soprattutto, polemiche al vetriolo, Ci si dimentica, invece, che si dovrebbe parlare molto più spesso in termini di vite salvate e buon operato delle strutture ospedaliere. Così, mentre il dibattito – soprattutto politico – si concentra sulle cause della situazione di crisi che sta vivendo la sanità e sulle possibili soluzioni, c’è chi quotidianamente indossa un camice e si mette al lavoro, nella consapevolezza che dalla sua mano dipende la vita o la morte di un paziente.
Al Neuromed di Pozzilli, lo scorso primo agosto, il dottor Sergio Paolini e il personale di Neurochirurgia hanno effettuato un delicato intervento chirurgico per asportare un voluminoso meningioma. Operazione riuscita perfettamente. Ma i sanitari della struttura ospedaliera non si sono contraddistinti solo per la loro professionalità, ma anche per la loro umanità. Motivo per cui Francesco Simeone, figlio del paziente operato, ha voluto ringraziare pubblicamente tutto il personale medico.
«Mio padre, Carlo Simeone di 56 anni, originario di Avellino, è stato sottoposto lo scorso primo agosto a un intervento di asportazione di un voluminoso meningioma che gli stava causando crisi epilettiche con conseguenti problemi nel linguaggio e in alcuni movimenti. Mio padre è stato ricoverato presso l’unità di Neurochirurgia III, diretta dal prof. Sergio Paolini, il quale ha seguito in prima persona mio padre. Non so in che modo potremo mai ringraziarlo per ciò che ha fatto. Il prof. Paolini è una persona di inestimabile professionalità e di profonda umanità. L’intervento è andato benissimo e mio padre si sta riprendendo in modo eccezionale ed è già tornato quello di prima. L’intero reparto è fatto di persone eccezionali che mettono a loro agio i pazienti ed i propri cari. Vorrei inoltre ringraziare anche il reparto di Terapia Intensiva ed in particolare Ferdinando Distadio, persona squisita e di grande sensibilità. Grazie a tutti – ha concluso per averci accompagnato in questa esperienza conclusasi in modo positivo».

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