Ddl Zan: “Non è detta l’ultima parola”, Alessandro Zan vuole la rivincita


Il DDL ZAN torna a fare discutere, il fondatore è ancora speranzoso e non rinuncia alla lotta: “Sono crimini d’odio, perché commessi nei confronti di persone in base alla loro appartenenza a un determinato gruppo sociale”


Non è detta ancora l’ultima parola: così Alessandro Zan torna sull’argomento dopo la bocciatura del disegno di legge che – si ricorda – mira a punire chi commette o istiga atti di discriminazione e violenza per motivi legati al sesso, al genere, all’orientamento sessuale e all’identità di genere, è stato proposto da Alessandro Zan, attivista per i diritti Lgbtq+, attualmente deputato del partito democratico. Il fondatore è ancora speranzoso e non rinuncia alla lotta: “Sono crimini d’odio, perché commessi nei confronti di persone in base alla loro appartenenza a un determinato gruppo sociale”, ha dichiarato.
Pareri discordanti e polemiche al Senato per la decisione di approvare o affossare il disegno di legge: “Ma l’alibi si regge sul fatto che le persone non etero subiscano maggiormente violenze rispetto alle persone etero, chi l’ha detto? Dove sta scritto?” ha dichiarato Raffaella Fiormaria Maria (Lega Salvini).

A intervenire sulla questione anche Antonella Faggi (Lega Salvini): “Se il Signore ci avesse voluto così molteplici e diversi avrebbe fatto in modo che da soli potessimo cambiare il nostro sesso”.

Così, con voto segreto, il Senato ha approvato la proposta del centrodestra con 154 voti favorevoli, 131 contrari e 2 astenuti. Il 27 ottobre è stata scritta una pagina tragica nel libro della storia dei diritti umani.

Tuttavia, è stata vinta una battaglia, ma non la guerra: è questo che pensa Alessandro Zan, pronto a tornare nuovamente in campo, anche e soprattutto a seguito delle manifestazioni di supporto che, dopo la bocciatura del ddl, giovani e meno giovani hanno avviato nelle piazze italiane, senza esclusione per il capoluogo di regione.


Domenica Colicchio (IVE – Turismo – ‘Fermi Mattei’)