Dante, l’incontro con Giulio Ferrone chiude le celebrazioni per i 700 anni dalla morte del Sommo

di Vittoria Todisco

Con la presentazione  del libro “L’Italia di Dante”, tenutasi alla presenza dell’autore: il professor Giulio Ferrone, ieri sera presso la Sala “Arturo Giovannitti” dell’ex Gil, organizzata  dal comitato cittadino della “Dante Alighieri” si sono concluse le celebrazioni per i 700 anni dalla morte del Sommo Poeta. 

Il libro, un poderoso tomo, è un percorso di promozione turistico – letteraria ispirato dal viaggio compiuto dal professor Ferrone alla ricerca dei luoghi frequentati da Dante, con tappe comprendenti località visitate, ma, anche quelle solo citate nel poema dantesco; un viaggio che nella conversazione con il pubblico e lo scambio avuto con la sua interlocutrice, la presidente dell’Associazione, Angioletta Iavasile, si è fatto racconto, confessione, confidenza. Il professore Ferrone pur potendo vantare un curriculum professionale di tutto rispetto non è imprigionato nel proprio sapere, è prima di tutto un docente abituato a conversare e a trasmettere ai discenti la passione per la conoscenza. E il pubblico presente in sala ha gustato appieno la conversazione, che nulla aveva della lezione scolastica, e, seguendo con la fantasia il “viaggio” che aprendosi attraverso ogni quartina della “Commedia”, anch’ essa uno straordinario viaggio, spazia nell’arte, nella storia, nella descrizione del panorama che caratterizza i luoghi visitati raccontati come erano nel medioevo, e, come sono diventati, per colpa dell’uso improprio che negli anni e nei secoli abbiamo fatto dell’ambiente. Tutto ciò  ha  trasformato il pubblico in un attento compagno di viaggio dell’autore. Lo ha guidato facendo perno  sulla curiosità, la conoscenza, la scoperta, la condivisione di ricordi affratellati a quelli personali del narratore. Un viaggio quanto mai utile per conoscere più profondamente quel Dante che la scuola non è stata in grado di farci amare.

“L’Italia di Dante” non è un libro per “dantisti” ha precisato il professor Ferrone ma per gente comune, è utile per avvicinare il lettore alla poetica dantesca. Un Poema  che affascina, stupisce per la plastica capacità narrativa così capace di rendere come palpabili le scene descritte. Straordinario, universale,  unico, per la conoscenza che il Sommo aveva delle scienze, l’astronomia, la matematica, quasi visionario per la passione politica che l’animava, per la capacità di parlare d’amore, in un epoca così crudelmente corrotta e violenta, non dissimile da quella che in questi tempi stiamo vivendo.