Dal crollo della Jovine all’insegnamento: la storia di Veronica nel libro di Abbate

La storia di Veronica, sopravvissuta al crollo della Jovine, che torna in classe ad insegnare nel nuovo libro di Carmelo Abbate. “Lei è Veronica. La mattina si alza e va a scuola con il sorriso stampato sulla faccia. Le pareti sono colorate, le finestre luminose, la maestra è dolce e comprensiva. È il 31 ottobre del 2002. Veronica ha 7 anni. È seduta al suo posto, sta parlando con una compagna, arriva il bidello, dice che manca l’insegnante. Lei e i compagni vengono smistati nelle altre classi. Veronica si siede in fondo, prende un foglio, disegna. Boom! Un boato, fortissimo. I vetri delle finestre vanno in mille pezzi. Veronica cerca di alzarsi, non fa in tempo, qualcosa le cade addosso. Cala il buio. Apre gli occhi. È a terra, prova a muoversi, non riesce. Ha un tavolo addosso, la sta schiacciando. Tossisce, le brucia la gola. C’è sangue, tanta polvere, fatica a respirare. Vede una mano, è la sua amica. La chiama, non risponde. Gira gli occhi. I banchi, le sedie, non c’è più nulla, solo silenzio. Passano delle ore. Veronica chiama aiuto. Mamma, papà dove siete? D’improvviso vede una luce, poi uno squarcio di cielo, sente delle voci, una sirena. Non capisce. È stanca, chiude gli occhi. Veronica riprende conoscenza, sono passati alcuni giorni. È rimasta otto ore sotto le macerie, i soccorsi sono arrivati appena in tempo, le sue ferite sono gravi, ma è viva. C’è stata una scossa di terremoto, la sua scuola non era a norma, è crollata, ventisette bambini sono morti, anche la sua adorata maestra non c’è più. San Giuliano di Puglia, in Molise. Veronica è sotto shock, non sapeva cosa volesse dire morire, adesso la morte ha un colore, un sapore, e fa male. La riabilitazione è lunga e dolorosa, il senso di colpa la tormenta. Perché lei è viva e i suoi amici no? Torna sul luogo del disastro, guarda le macerie, tocca la pietra, poi le sue cicatrici, fa una promessa. Ora Veronica ha 24 anni. Si è laureata in Scienze della formazione, ha vinto le sue paure ed è tornata in classe come insegnante. Attraverso gli sguardi dei suoi alunni, rivede quelli dei suoi compagni. Fa sempre male, ma ha trovato la pace, e ha mantenuto la sua promessa”.