Da Di Marzio alla Occhionero, tra sonni in Aula, selfie e cambi di casacca: vota l’operato degli ex parlamentari molisani

Si è chiusa la XVIII nella quale la nostra regione ha espresso 6 parlamentari: poteva essere l’occasione per incidere ma nulla è cambiato

La XVIII legislatura, che si è chiusa nei giorni scorsi dopo le dimissioni del presidente Draghi, lo scioglimento delle Camere da parte del presidente della Repubblica e l’indizione delle nuove elezioni per il 25 settembre, ha visto la presenza di ben sei parlamentari molisani. Sarebbe stata l’occasione, più unica che rara, di poter incidere in maniera importante in favore del Molise. A partire dai provvedimenti in tema di sanità, passando per quelli relativi alle infrastrutture. Anche in considerazione del fatto che nei tre governi che si sono succeduti, i nostri parlamentari sono stati quasi tutti in maggioranza. Invece è stata l’ennesima occasione sprecata. Nessuna traccia, infatti, di provvedimenti per il Molise. Ad eccezione di qualche ordine del giorno, e di pochi, emendamenti, la maggior parte firmati da Antonio Federico, l’attività parlamentare dei nostri è stata scarna. Almeno da un punto di vista dell’attività politica. Per quanto riguarda i selfie dalle Camere, invece, c’è stata un’ampia produzione.

La peggior performance l’ha firmata, senza tema di smentita, il senatore Di Marzio. Che dalle dichiarazioni della vigilia avrebbe dovuto risolvere tutti i problemi della sanità molisana, considerato anche che ha fatto parte della commissione sanità. E invece sarà ricordato esclusivamente per essere finito sulle cronache nazionali per aver sonnecchiato in Aula. L’ex direttore sanitario del Cardarelli ha resistito meno di due anni nei Cinque Stelle per poi correre, dal gennaio del 2020, nel Gruppo Misto, con tutti i “privilegi” conseguenti rispetto alla precedente appartenenza. Di lui non resta neanche un comunicato stampa.

Giudizio negativo anche per Giuseppina Occhionero, paladina della sinistra e delle battaglie civili e sociali, eletta con LeU e finita, dopo appena un anno, in Italia Viva: nell’ottobre del 2019 la nostra parlamentare non ha resistito alle sirene di Renzi, distante anni luce da quel partito in cui era stata eletta. La Occhionero sarà ricordata anche per le sue disavventure giudiziarie: il suo ex assistente parlamentare, come noto, è stato condannato a 16 anni e 8 mesi di reclusione per associazione mafiosa. Lei, invece, è stata rinviata a giudizio per falso.

Non hanno brillato Ortis e Testamento, entrambi fuoriusciti dal Movimento 5 Stelle, i quali, quantomeno hanno tentato qualche flebile battaglia per la sanità. La Testamento, ora, ha chiesto di tornare all’ovile.

Giudizio sospeso sulla Tartaglione, fedelissima di Berlusconi fino alla fine, coordinatrice regionale di Forza Italia ed eletta in Puglia.

Il più attivo, anche per apparizioni in Aula, è sembrato essere Antonio Federico, anche se pure in questo caso non si ricordano azioni incisive in favore del Molise. Unico rimasto nel partito in cui è stato eletto, insieme alla Tartaglione, e unico rappresentato dei quattro del Movimento 5 Stelle. L’unica dei sei che potrebbe essere ricandidata, considerato che Federico ha svolto i due mandati e, al momento, è fuori, è Annaelsa Tartaglione. Speranze quasi nulle per gli altri.

Visto che non potranno sottoporsi al giudizio dei cittadini, chiediamo a voi lettori un parere sul gradimento del loro operato.

VOTA

Sei soddisfatto dell’operato di Antonio Federico?
Sei soddisfatto dell’operato di Rosalba Testamento?
Sei soddisfatto dell’operato di Annaelsa Tartaglione?
Sei soddisfatto dell’operato di Giuseppina Occhionero?
Sei soddisfatto dell’operato di Fabrizio Ortis?
Sei soddisfatto dell’operato di Luigi Di Marzo?