Da Campobasso a Barcellona a piedi: tappa a Porto Venere per Giovanni Messina (VIDEO)

Continua il viaggio a piedi, in solitaria, di Giovanni Messina alla volta di Barcellona. Il campobassano nella giornata odierna è stato nella splendida Porto Venere (inserita tra i patrimoni dell’Umanità Unesco). Messina, che nella giornata di domani proseguirà il suo cammino in terra ligure, in un lungo post affidato ai social, ha voluto così “ringraziare” la Toscana, regione che lo ha ospitato durante il suo viaggio: «Non appena ti ho conosciuta, ti sei presentata a me vestita di abiti sontuosi e fascino non comune. Mi hai detto benvenuto in Toscana. Mi hai preso per mano e mi hai accompagnato lungo le tue cinque province costiere, iniziando dalla Maremma grossetana sino al Monte dell’Argentario. Ti ho seguito in religioso silenzio e ti sei palesata a me in tutto il tuo splendore. Mi hai condotto in luoghi di rara bellezza come Capalbio, e poi ancora trascinato in piazza Bovio di Piombino dove mi hai mostrato la maestosità del tuo arcipelago Elba, e le sue sorelle minori Montecristo il Giglio rimanendo interdetto dalla poesia che le stesse emanavano. Mi hai detto lo sai che questa piazza è la più esposta a ovest d’Europa? No non lo sapevo – ho risposto. Ma a tratti ti sei mostrata anche capricciosa ed irriverente, mi hai abbandonato su antichi sentieri le cui strade sono solcate solo dall’acqua piovana. Unghie scalfite per arrampicarmi, braccia graffiante dai rovi. Solo sono rimasto solo, non udivo più il suono del mare, ho avuto paura, volevo chiedere aiuto ma il mio orgoglio non me lo ha permesso. Allora decido torno indietro finalmente imbocco la strada giusta, e all’improvviso realizzo di essere in paradiso, quel paradiso terrestre chiamato il buco delle fate, solo allora mi sono rinfrancato nel corpo e nell’animo. Ma tu ancora non eri soddisfatta e mi hai ricondotto sullo stesso sentiero, ore ed ore di cammino infinito fin quando giungo in un borgo Etrusco dominato dal suo castello la cui storia si perde nella notte dei tempi. Sono a Populonia. Poi così d’improvviso mi tendi ancora una volta la mano e mi hai detto: vieni ti porto al mare. Mi hai accompagnato sulle spiagge di San Vincenzo e Cecina. Poi è venuta fuori tutta la tua vanità:vai c’è un paesino molto carino più avanti; io vado Castiglioncello, ho percorso la strada del film “Il Sorpasso”. Mi hai consumato i piedi ed ora sono passati solo due giorni e già mi manchi. Ma cara mia Toscana, io sono un testardo e prima o poi ci rincontreremo e solo allora faremo i conti e tireremo le somme. Per ora ti saluto e ti abbraccio. Tuo Gianni».