Cyberbullismo: che cos’è e come viene gestito

di Luca Venditti

Il cyberbullismo, è una forma di bullismo condotto attraverso strumenti telematici, come ad esempio internet. Esso può essere suddiviso in diverse tipologie:

  • Molestie: spedizione ripetuta di messaggi insultanti mirati a ferire qualcuno.
  • Denigrazione: parlare male di qualcuno per danneggiare gratuitamente e con cattiveria la sua reputazione, via e-mail, messaggistica istantanea o gruppi su social network
  • Sostituzione di persona: farsi passare per un’altra persona per spedire messaggi o pubblicare testi reprensibili.
  • Esclusione: escludere deliberatamente una persona da un gruppo online per provocare in essa un sentimento di emarginazione.
  • Cyberpersecuzione molestie e denigrazioni ripetute e minacciose mirate a incutere paura.
  • Doxing: diffusione pubblica via internet di dati personali e sensibili.

Le tragiche conseguenze legate al cyberbullismo sono diventate in poco tempo un  problema sociale, tanto da passare sui banchi del governo, dove i ministeri, in sinergia o singolarmente, cercano di definire i contorni del fenomeno e classificarlo secondo atteggiamenti e norme ben definiti. Il cyberbullismo, quindi, iniziato dai bulli come un gioco di prepotenza, si configura con il reato. Aumentano sempre di più gli indagati minorenni, per i quali, nonostante abbiano un trattamento diverso dal punto di vista giuridico rispetto agli adulti, la pena prevista è la detenzione o il pagamento di una multa. Nel caso in cui l’offesa venga commessa in presenza di più persone, secondo il codice penale, le punizioni aumentano. Secondo i dati forniti dalla polizia postale, diffamazione, molestie e diffusione di materiale pedopornografico sono i reati più commessi. Vista la gravità dei fatti e viste le direttive dell’Unione Europea in materia, si è reso necessario intervenire dal punto di vista normativo anche in Italia, con proposte legislative e accordi mirati a prevenire e combattere il fenomeno attraverso normative.