Cultura, frana e fondi europei, il M5S incontra i cittadini

Petacciato. In piazza i portavoce al Parlamento e al consiglio regionale e la candidata all’Europarlamento Stefania Gentile

REDAZIONE TERMOLI

Dalla cultura ai temi dell’ambiente, passando per la difficoltà ad attrarre le risorse economiche europee che fanno dell’Italia e del Molise uno dei Paesi più arretrati dal punto di vista dell’europrogettazione, passando per le questioni politiche più prettamente molisane. Si è discusso di questo e di molto altro nel corso dell’incontro organizzato a Petacciato dal MoVimento 5Stelle. Ospite di “Petacciato in MoVimento” è stata la candidata molisana all’europarlamento Stefania Gentile. Accanto a lei i portavoce in Parlamento Fabrizio Ortis e Rosa Alba Testamento, quelli in consiglio regionale Andrea Greco e Patrizia Manzo e il consigliere comunale di Petacciato Matteo Fallica. E’ stato proprio Fallica ad aprire l’incontro parlando di una sorta di rivoluzione nell’approccio alla politica dato dal MoVimento. «Io vedo il MoVimento come l’acqua ossigenata che lava via tutte le impurità», ha affermato Fallica che ha passato la parola alla Testamento che ha ripercorso il suo impegno in Parlamento nella commissione Cultura. E ancora sotto la lente la questione della frana di Petacciato che proprio nei giorni scorsi aveva visto l’interessamento dei senatori Ortis e Di Marzio firmatari di una interrogazione per conoscere in base a quale progetto è stato autorizzato il finanziamento. Andrea Greco, invece, ha sottolineato l’importanza che Petacciato ha avuto proprio al momento delle regionali dello scorso anno. «Quello che ci distingue dagli altri competitor è la trasparenza della nostra azione. Il nostro programma – ha affermato Stefania Gentile nel suo intervento – viene fuori dalla concertazione con gli attivisti e da qui abbiamo scelto le priorità della nostra azione politica da fare assieme agli attivisti». Sotto la lente anche in questo caso i fondi diretti e indiretti. «Siamo in ritardo con la gestione e la programmazione dei fondi e ci rendiamo conto di quanto poco sia strutturata la rete degli euro-progettisti sui territori e sui Comuni. Perdiamo continuamente l’occasione di rispondere alle call che arrivano dall’Europa. Ci sono decine di milioni di euro stanziati per i quali nessuno fa domanda. Dobbiamo iniziare a lavorare affinché quello che versiamo all’Europa ci torni indietro in termini di servizi e di opportunità per i nostri giovani e le nostre aziende».

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