CreAzioni Moda: le ex-dipendenti riscrivono la storia della Ittierre

La storia della nuova start-up di Pettoranello del Molise, nata per rilanciare lo storico stabilimento molisano, fiore all’occhiello del tessile

Pma

Ittierre non c’è più. La storica industria tessile molisana ai tempi d’oro arrivava a fatturare ben 500 milioni di euro all’anno, dando lavoro a 900 dipendenti.

Fiore all’occhiello dell’economia molisana, l’azienda di Pettoranello del Molise (piccolo centro di appena 452 anime) era considerata un’eccellenza nella produzione di capi moda e accessori di alta qualità. Ne è la prova il fatto che firme eccellenti del lusso come Ferrè, Versace e D&G facevano parte della sua scuderia di stilisti. Poi, nel 2015, è arrivata la crisi.

Con il concordato preventivo l’intero ramo produttivo della Ittierre (personale e macchinari) è stato rilevato dalla Oti, fallita a sua volta perché non in grado di pagare i debiti contratti. Messi in mobilità e in attesa di ottenere i compensi arretrati, gli ex dipendenti del polo tessile molisano non si sono arresi di fronte alle difficoltà.

Per mandarne avanti l’attività, la 45enne molisana da oltre 25 anni impiegata all’Ittierre, Teresa Ascione, e altre 11 mamme ex lavoratrici, hanno creato una start-up. È nata così CreAzioni Moda. Sviluppata in collaborazione con l’istituto ISMAC del CNR di Biella, la neonata cooperativa si muove nell’ambito del Laboratorio didattico Moda Molise.

L’innovativo progetto imprenditoriale di slow-fashion punta a rilanciare la moda made in Italy, scommettendo su qualità, competenze e sostenibilità. L’obiettivo è quello di recuperare un luogo – Pettoranello del Molise – e di realizzare capi moda destinati al consumo consapevole.

Il numero di brand che effettuano scelte eticamente sostenibili e rispettose dell’ambiente, dalla selezione delle tinture a quella dei materiali, è in aumento. A tal proposito la piattaforma di shopping online Lyst ha recentemente pubblicato un articolo in cui parla dell’organizzazione no-profit Textile Exchange. L’associazione, che si occupa di promuovere a livello internazionale le realtà più responsabili e meritevoli del settore tessile, conta oggi più di 200 membri aderenti, tra cui Nike, C&A e Patagonia.

L’abbigliamento consapevole è quello del quale è possibile certificare la sostenibilità ambientale della filiera e l’eticità del processo produttivo. Ma anche tracciarne la provenienza, rispondendo a una semplice domanda: chi ha fatto i miei vestiti? I consumatori di oggi vogliono conoscere tutte le informazioni che spieghino ciò che indossano, reperendole sia online che tramite le apposite etichette. Ne è una prova il fatto che lo scorso anno l’hashtag #whomademyclothes ha raccolto oltre 150 milioni di impression sui maggiori social.

Tra gli obiettivi della nuova start-up CreAzioni Moda vi è anche quello di creare una rete di imprese, coinvolgendole in un progetto di back-reshoring (il contrario della delocalizzazione, per intendersi). Il desiderio è quello di rivalorizzare in questo modo il territorio, e nello specifico l’ex area industriale della Ittierre. È proprio qui che giovani designer e stilisti in erba, stando a quanto sostenuto da consiglieri dell’Unione nazionale Federmoda, potrebbero sfruttare le attrezzature già esistenti per iniziare a dare vita a sogni e nuove collezioni.

Grazie anche al sostegno di Microcredito Molise, la cooperativa ha potuto realizzare e presentare i primi prototipi di abbigliamento sostenibile e consapevole. I capi prodotti con tinte e colorazioni di origine 100% naturale incontrano le esigenze di un pubblico attento alle tematiche sociali e ambientali.

Seppure si tratti di una realtà giovane e di piccole dimensioni, CreAzioni Moda ha intrapreso lo stesso percorso rivoluzionario di veri e propri giganti del distretto tessile. Aziende leader dello streetwear come Adidas, Zara e H&M, ma anche grandi firme del lusso quali Valentino e Gucci si stanno rivolgendo a un sistema produttivo incentrato su etica e sostenibilità.

La triste storia della Ittierre può così essere riscritta da professioniste sopravvissute alla recessione e dotate di competenze pregiatissime.

 

 

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