Creare nelle parrocchie le sentinelle del territorio Molisano

Questo è l’obiettivo del corso sull’enciclica Laudato Si, promosso dalla Diocesi di Campobasso-Bojano: creare delle sentinelle, che, partendo dalle parrocchie, possano amare e vigilare.  Il cammino, iniziato ancora il 27 gennaio, si concluderà questo giovedì 19 maggio, alle ore 18.00, nell’Auditorium Celestino V.

Per l’occasione avremo tra di noi don Giuseppe Carmelo, coraggioso prete di Napoli, che già da una quindicina di anni ha aperto una comunità, proprio nel territorio di s. Maria del Molise. La comunità è nata per poter aiutare i ragazzi difficili di Napoli a rasserenare i loro cuori. Dalle zone più dure della città, come il rione santa Lucia, i ragazzi trovano qui, tra i nostri ulivi, un oasi di pace. E al termine del loro soggiorno molisano, tornano a Napoli con un cuore nuovo. Il territorio molisano, infatti, con la sua conformazione, permette a loro di ritrovare se stessi. Un piccolo miracolo, frutto dell’ecologia della nostra terra. 

Ora don Peppino ospita una cinquantina di migranti dall’Ucraina. Sono circa 25 bambini e ragazzi, con le loro mamme, con tante angosce nel cuore ma anche con tanta pacificazione, creata appunto da tre fattori: la serenità del nostro territorio, tra gli ulivi e l’aria pura. Poi la gentilezza solidale dell’accoglienza, con tanta solidarietà delle famiglie vicine. Tutto è ben organizzato. Infine, i bambini accolti nelle scuole di Macchiagodena, si sentono amati e seguiti. Si spera, per le loro mamme, anche un progressivo inserimento di lavoro, nelle vicine realtà lavorative. Don Peppino tratterà perciò questo argomento: “non lasciare indietro nessuno. La Laudato Si e la bellezza dell’accoglienza solidale, nata dalla custodia del nostro territorio del Molise.”. La serata è di grande empatia. Parla con i fatti. Vuole essere un incisivo confronto. Invitiamo perciò i parroci e i sindaci, con i catechisti, gli insegnanti e le famiglie.  

Con la forza del discernimento profetico, il corso ha creato nel cuore degli animatori parrocchiali il senso di poter coniugare la lettura dell’Enciclica Laudato SI con lo guardo empatico al nostro territorio molisano. Quasi un ponte tra il magistero del papa Francesco e la realtà del Molise, per educare allo sguardo contemplativo ed operativo. 

 Così la teologia si collega con la ecologia. La teologia scruta gli orizzonti, mentre la ecologia opera per la custodia della bellezza contemplata, per essere custodi e non padroni del Creato. 

Nel mese di febbraio poi abbiamo preso in esame la bellezza del Molise, che resta il sogno verginale di Dio. Insieme, abbiamo studiato un borgo, piccolo ma di grande bellezza, come Gildone, con le sue sette chiese, tutte dedicate alla Vergine Maria. La bellezza in Molise è infatti accresciuta dal patrimonio culturale, che la storia ci ha consegnato. Oltre al parroco di Gildone, in quell’incontro ha allargato i nostri orizzonti di studio il Sindaco di Isernia, dottor Piero Castrataro, che ci ha portato la sua preziosa esperienza di amministratore. 

Nel mese di Marzo, abbiamo studiato la tematica della sobrietà, come condizione necessaria per custodire la bellezza della nostra terra. Sobrietà è così valorizzare la semplicità di vita delle nostre tradizioni rurali, poiché il meno è di più. Solo la sobrietà di vita infatti custodisce il territorio.  E quello che sembra perduto o non valorizzato, in realtà, è custodito per essere rigenerato dall’interno. Nella linea della rigenerazione ecologica, tanto necessaria, anche sul piano politico. Relatrice appassionata e qualificata è stata la professoressa Ylenia Fiorenza.

Nel mese di aprile, si è taccato il tema drammatico della mafiosità in Molise. Il territorio molisano, infatti, come altri nel Sud, anche se in modo diverso, vive l’insidia della mafia. La fatica a mantenerlo ben custodito da questa macchia non è facile. Anzi! Per cui, dall’incontro si è levato un grido: vigilare. E’ stato il dottor Musaccio a darci la sua testimonianza ben fondata. Ora il corso si chiude con questa interessante serata di testimonianza sull’accoglienza, poiché realmente un territorio è custodito solo se è aperto ai fratelli più poveri e soli. Solo allora si fa veramente bello!