Covid, sit-in del comitato vittime davanti al Tribunale: “Non cali il silenzio su chi ha sulla coscienza gli oltre 700 morti”

“Siamo qui oggi per cercare di non far passare sotto silenzio il fatto che, a distanza di più di due anni, ci siano dei colpevoli per le oltre 700 morti dovute alla gestione della pandemia e siamo altresì convinti che molte di esse potevano essere evitate”. Le parole di Maurizio Rosa, a nome di tutti i rappresentanti del comitato “Dignità e Verità per le vittime Covid” che si sono dati appuntamento questa mattina, martedì 24 gennaio, risuonano forti e accorate davanti al Tribunale di Campobasso in cui si tiene l’udienza del Gup D’Onofrio per decidere se archiviare o no le loro denunce.

“Siamo e saremo sempre qui per chiedere e dare giustizia ai nostri cari – prosegue – perché non è possibile che nessuno paghi per quanto successo. La sanità molisana si è fatta trovare impreparata nella seconda ondata, ancora oggi senza un centro Covid dedicato e un’organizzazione adeguata e, per questo, si deve indagare sull’operato di chi la gestisce a livello dirigenziale”.

In proposito il legale del comitato, Vincenzo Iacovino, nelle scorse ore, riferendosi al caso di un paziente entrato in Pronto Soccorso lo scorso 3 gennaio 2021 e oggetto di causa giudiziale, aveva annunciato che “per la prima volta viene messo nero su bianco il nesso di causalità tra un decesso Covid in regime di ricovero e la pessima gestione del paziente deceduto. In poche parole, per la prima volta, i periti di un tribunale italiano accertano che un paziente Covid è morto a causa delle condotte tenute dai sanitari nell’ospedale in cui era ricoverato”

Per questo, “noi cerchiamo solo la verità – conclude il rappresentante del comitato davanti al Tribunale di Campobasso – e non smetteremo mai di lottare per avere giustizia”.