Covid, San Timoteo al collasso: pazienti positivi in pronto soccorso. E’ corsa ai nuovi posti letto

Il primo allarme lo aveva lanciato il sindaco di Termoli, Francesco Roberti, ieri sera, martedì 16 febbraio, con un post su Facebook: “Mi giungono notizie – aveva affermato il primo cittadino – che non possono accettare altri ricoveri a Campobasso e così hanno deciso di ricoverare a Termoli pazienti Covid che non trovano posto al Cardarelli. Non è dato sapere per quanto tempo durerà tale situazione, con quale personale si possa gestire una tale emergenza e con un ospedale che rischia di non garantire altre prestazioni”. Un allarme che era suonato inquietante alla luce della decisione assunta qualche giorno prima di non accettare più al San Timoteo i ricoveri ordinari, quelli programmati, per fare spazio a nuovi posti letto per i pazienti Covid. E questa mattina, 17 febbraio, le voci che giungono dall’ospedale di Termoli, l’unico a coprire un bacino di utenza di circa 100mila persone e a garantire le normali prestazioni sanitarie in Basso Molise, ospedale che non era stato deputato (all’inizio della pandemia) a gestire anche i pazienti Covid positivi, sono inquietanti. Attualmente ci sarebbero più di una decina di persone ricoverate nella cosiddetta area grigia del pronto soccorso, allargata per fare spazio ad ulteriori pazienti che hanno bisogno dell’ospedalizzazione. La pressione sul nosocomio termolese starebbe diventando sempre più importante: tante le persone che accedono al pronto soccorso con i sintomi riconducibili al Covid e tante quelle che hanno bisogno di un posto letto che, in Molise, al momento, il Cardarelli non può più garantire considerando che a sua volta l’ospedale del capoluogo sta sopperendo da solo alle cure per tutti coloro che sono risultati positivi al Coronavirus con una escalation di casi negli ultimi 15 giorni che ha letteralmente mandato al collasso la sanità molisana non preparata a gestire un’emergenza di queste proporzioni.
A tutto questo, poi, si aggiungerebbe un altro particolare preoccupante: il San Timoteo, come detto, non era mai stato indicato come ospedale per i pazienti Covid. Quindi, di fatto, non sarebbero stati organizzati, nel corso dei mesi, tutti i percorsi e la divisione dei reparti tali da garantire all’ospedale di lavorare a “doppio binario”: sia con i pazienti Covid positivi sia con quelli che non sono stati contagiati dal Coronavirus. Di qui la preoccupazione degli operatori sanitari ma anche dei cittadini e la corsa ad evitare nuovi contagi.
E mentre la paura inizia a serpeggiare in Basso Molise con lo spettro della variante inglese a minare ancora di più gli sforzi del personale sanitario che sta affrontando questa emergenza, gli occhi sono tutti puntati sulla politica e sui vertici della sanità. I cittadini si chiedono quando giungeranno nuovi posti letto e quando arriverà la decisione sulla riapertura del Vietri di Larino o sulla “riconversione” di un’altra struttura per la cura dei pazienti Covid. Un grido di allarme che era stato lanciato anche dal sindaco di Guglionesi nella giornata di ieri: “passiamo intere giornate a cercare delle soluzioni che non arrivano – aveva affermato Bellotti – e nel frattempo vediamo la gente morire”.