Covid e scuola, si torna in gita e alle manifestazioni sportive. Ecco cosa cambia dal primo aprile

Resta l’obbligo delle mascherine, fatta eccezione per i bambini fino a 6 anni. Tornano anche i docenti non vaccinati ma non andranno in classe

L’Italia va verso la normalità, allentando le restrizioni legate al Covid: il prossimo 31 marzo, infatti, finisce lo stato di emergenza.

Da venerdì primo aprile 2022 anche a scuola ci saranno nuove regole: dalla gestione dei casi di positività alle gite, dall’uso delle mascherine alla didattica digitale integrata, fino all’obbligo vaccinale per i docenti.

Vediamo nel dettaglio cosa cambia e cosa no

In tutte le istituzioni del sistema educativo, scolastico e formativo resta l’obbligo di utilizzo di mascherine di tipo chirurgico (o di maggiore efficacia protettiva), fatta eccezione per i bambini fino a sei anni di età e per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso.

La mascherina va indossata anche sui mezzi di trasporto e sui mezzi di trasporto scolastici (di tipo Ffp2 fino al 30 aprile). La mascherina non va invece indossata durante le attività sportive. Con il decreto legge pubblicato lo scorso 21 marzo, sono stati previsti 30 milioni da destinare alle scuole per proseguire con l’acquisto di mascherine e materiale per l’igiene, oltre ad altri materiali di consumo legati all’emergenza coronavirus.

È sempre raccomandato il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, salvo che le condizioni strutturali-logistiche degli edifici non lo consentano. Rimane il divieto di accedere o rimanere nei locali scolastici se si è positivi al covid o se si presenta una sintomatologia respiratoria e una temperatura corporea superiore ai 37,5 gradi. Sarà di nuovo possibile svolgere uscite didattiche, gite scolastiche e viaggi d’istruzione, compresa la partecipazione a manifestazioni sportive.

La gestione dei casi positivi a scuola dal 1° aprile 2022

E come verranno gestiti i casi positivi? Per tutte le scuole, se ci sono almeno 4 casi di positività tra gli alunni nella stessa classe le attività proseguono in presenza, ma per docenti e bambini sopra i 6 anni è previsto l’utilizzo delle mascherine Ffp2 per dieci giorni dall’ultimo contatto con il positivo. In caso di sintomi è obbligatorio un test antigenico (rapido o autosomministrato) o molecolare. Se si è ancora sintomatici, il test va ripetuto al quinto giorno dall’ultimo contatto. L’esito negativo del test è attestato con un’autocertificazione.

Gli alunni delle scuole primarie, secondarie di primo e secondo grado e del sistema di istruzione e formazione professionale, in isolamento perché positivi al covid, possono seguire l’attività scolastica nella modalità della didattica digitale integrata. In questo caso, la famiglia o l’alunno maggiorenne devono fare richiesta, accompagnandola da una certificazione medica che attesti le condizioni di salute dello studente. La riammissione in classe è subordinata alla dimostrazione di aver effettuato un test antigenico rapido o molecolare negativo.

Il green pass e il vaccino

Dall’1° al 30 aprile si potrà accedere alle istituzioni scolastiche solo esibendo il green pass base, quindi quello ottenuto con vaccinazione, guarigione o test negativo. Non sarà più necessario il super green pass.

Da maggio la certificazione verde non dovrebbe più servire. Fino al 15 giugno, invece, resta l’obbligo vaccinale per tutto il personale scolastico. Secondo il decreto pubblicato dal governo, la vaccinazione costituisce requisito essenziale per lo svolgimento delle attività didattiche a contatto con gli alunni. Chi non è in regola, verrà invitato a presentare entro cinque giorni la documentazione che prova l’avvenuta vaccinazione, la richiesta di vaccinazione entro venti giorni o l’esenzione.

Senza vaccino il personale non andrà in classe, ma sarà utilizzato in attività di supporto all’istituzione scolastica. L’organico per l’emergenza viene prorogato, in base al decreto legge pubblicato lo scorso 21 marzo, fino alla fine delle lezioni, cioè non oltre il 15 giugno 2022. Fanno eccezione le scuole dell’infanzia statali, nelle quali il termine è prorogato fino al 30 giugno 2022.