Covid e salute mentale

di Francesca Iacovino

L’investimento nei progetti e nei servizi per la salute mentale nazionale, sono stati per anni trascurati e non abbastanza finanziati e in questo momento sarebbe più importante che mai dare una svolta sotto questo ambito che viene continuamente sottovalutato.

Negli ultimi anni sono state numerose le sfide che hanno dovuto affrontare soprattutto pazienti affetti da Covid, studenti e operatori sanitari, vere e proprie battaglie invece per chi soffre di disturbi mentali e chi si trova in brutte condizioni socio-economiche, che portano a rallentare non solo la crescita economica ma anche l’inclusione sociale e il benessere mentale. E’ stato avviato uno studio coordinato dal Dipartimento di Salute Mentale dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli” con lo scopo di analizzare il funzionamento psicosociale soprattutto verso lo spargimento dello spettro ansioso-depressivo, post traumatico da stress e ossessivo compulsivo in particolar modo nel genere femminile, il tutto moltiplicato a causa del lockdown, fattore predittivo significativo di portare maggiori sintomi devastanti per la psiche. E’ stata anche confermata la giornata mondiale della salute mentale il 10 ottobre, e in questi anni capitata proprio nell’era del Covid infatti la vita dei pazienti psichiatrici è ancora più complessa a causa delle restrizioni causate dallo stato d’emergenza. Inoltre si stima che oggi nel mondo ci siano circa un milione di persone che convive con qualche forma di squilibrio mentale e che la pandemia ha provocato un significativo aumento di questo, situazione che dovrebbe causare un vero e proprio allarme. Per questo motivo c’è la necessità di investire maggiormente per la ricerca e il supporto a questo tipo di patologie. Il gruppo di lavoro ”Salute mentale ed emergenza COVID-19”, fondato con decreto del Presidente dell’ISS ad aprile 2020, ha ammesso un piano di soccorso per gestire in particolare le persone con disturbi psichiatrici o pericolosamente a rischio di problematiche di ansia e depressione. Il centro inoltre ha esplicato indicazioni per i bisogni di famiglie e pazienti che si trovano in ospedale nei reparti COVID-19. Vediamo anche quali sono gli effetti psicologici sui bambini nati in questo periodo, ormai chiamati ” generazione Covid” ( circa 200 milioni a livello globale). Dalla nascita questa generazione vede dottori, educatori e familiari con il volto coperto dalla mascherina , quindi bambini costretti appena venuti al mondo, di vivere tra quattro mura per tempi più o meno prolungati, quindi nascendo già con il divieto di scoprire il mondo a cui appartengono e di sfruttare e utilizzare fin da piccoli tutto il loro potere di incameramento di dati e per questo sono all’ opera psicologi e pediatri dell’ età evolutiva per capire quanto l’ ambiente sociale ed emotivo nato dall’ emergenza sanitaria ha influenzato il neurosviluppo della generazione del domani.