Cosa si nasconde dietro le baby-gang?

di Federica Cascione, Paolo Di Biase

Il fenomeno della criminalità, oggigiorno, è in continua evoluzione soprattutto tra i più giovani.
Le più recenti statistiche dimostrano che la percentuale dei soggetti denunciati che hanno un età compresa tra i 14 e i 18 anni è aumentata fino al 48%. Da questi dati emerge che tra i giovani sono sempre più frequenti episodi di violenza ed illegalità.
Tale fenomeno è stato riconosciuto dalla società e dalla cronaca con il nome di “Baby-Gang”.
Questo termine inglese ha un significato che porta a pensare siano proprio delle organizzazioni criminali, ma si può dire che questi soggetti non agiscano avendo come fondamento il rispetto o il valore, ma anche un introito economico. In effetti i reati commessi sono principalmente rapine ed estorsioni a danno di persone più deboli. Degli studi hanno dimostrato che questi ragazzi sono influenzati molto dal contesto familiare e sociale nel quale vivono che li porta a prendere strade sbagliate. Statistiche dicono che il 25% dei soggetti che compie queste azioni, vivono in città dove si svolge attività malavitosa. La restante parte viene rappresentata da ragazzi che provengono da famiglie agiate e che vivono in città e quartieri tranquilli, che quindi per la troppa monotonia delle loro giornate decidono di intraprendere attività malavitose.
Sarà compito delle forze dell’ordine attuare maggiori controlli per far si che questo fenomeno diminuisca.