Coronavirus, saltano le commemorazioni del bombardamento su Venafro

Il coronavirus cancella tutti e tanto, purtroppo. L’ha provato sulla propria pelle anche la collettività venafrana, vistasi costretta a rinunciare alle commemorazioni ufficiali per ricordare le oltre cento vittime civili del tragico bombardamento del 15 marzo 1944. L’evento, si ricorda, fu originato dalla errata interpretazione e lettura delle carte topografiche da parte di bombardieri -si vuole- del nord Africa, nel frangente alleati delle truppe a stelle e strisce americane, diretti all’Abbazia di MonteCassino nel Basso Lazio per stanare la resistenza nazista lì asserragliata. Purtroppo quei bombardieri interpretarono male i documenti topografici in loro possesso, scambiarono monti ed abitato venafrani per quelli della vicina città ciociara e sganciarono sulla indifesa ed impreparata Venafro il loro micidiale carico, procurando tanta distruzione e soprattutto molte vittime civili, sorprese dal terribile “fuoco amico” mentre erano intente al lavoro ed alle incombenze domestiche. Per tale sfortunatissimo e tragico evento la Repubblica Italiana concesse poi a distanza di decenni al Comune di Venafro l’alta onorificenza di fregiarsi della Medaglia d’Oro al Valor Civile nel ricordo della distruzione patita e del consistente sacrificio umano subìto. Quest’anno, ricorrenza del 76.mo anniversario del triste evento, stante le restrizioni in atto non ci sono state commemorazioni e celebrazioni ufficiali. Ciononostante ciascun venafrano in composto raccoglimento non ha mancato di fermarsi a ricordare coloro che caddero il 15 marzo del ’44, dedicando loro un doveroso pensiero.

Tonino Atella

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