Convegno tecnico-scientifico dell’Ordine dei Geologi

Il terremoto in Molise dal sisma di Sant'Anna 1805 ad oggi

L’Ordine dei Geologi, in collaborazione con l’associazione Sigea, ha organizzato un Convegno Tecnico-Scientifico (concepito per geologi, ma aperto anche alla cittadinanza e altre figure professionali) dal titolo “Il terremoto in Molise: tra scienza e suggestioni popolari, dal sisma di Sant’Anna 1805 a oggi”, in programma venerdì 19 luglio a Jelsi (CB) presso la “Sala dell’Annunziata” nel Centro Storico del Borgo.

All’incontro parteciperanno esperti nazionali sul tema della pericolosità e rischio sismico nel Molise e nell’area Matesina. L’obiettivo sarà quello di fare il punto sulla conoscenza scientifica dei terremoti dell’area molisana, ripercorrendo la sismicità storica del territorio negli ultimi secoli, passando per il disastroso evento del Terremoto di Sant’Anna del 1805, il cosìddetto “big one” matesino, fino ai giorni d’oggi con ultima sequenza nell’Agosto 2018. L’evento è patrocinato dalla Regione Molise, Assessorato Regionale all’Urbanistica e Pianificazione Territoriale, Comune di Jelsi, Comitato Sant’Anna, INGV, Consiglio Nazionale Geologi, Ordine dei Geologi della Campania e Legambiente Molise.

«Dopo il convegno, tenutosi a Guglionesi lo scorso dicembre 2018 – dichiara il Presidente dell’Ordine dei Geologi della Regione Molise, Dott. Giancarlo De Lisio – continua, da parte dell’Ordine dei Geologi del Molise, l’opera di sensibilizzazione della popolazione molisana al rischio sismico del nostro territorio. Questa volta si è scelto di focalizzare l’attenzione sulla sismicità dell’area matesina ripercorrendo la sismo-storia degli ultimi secoli, passando per il noto terremoto di Sant’Anna del 1805 che ha tanto segnato gli animi della popolazione molisana.

Lo sviluppo del nostro territorio appenninico è da sempre condizionato dai terremoti che si sono susseguiti nei secoli: trattasi spesso di eventi disastrosi con migliaia di morti e distruzione quasi totale dei centri abitati. Allora, come oggi, ai sismi sono succedute le fasi di ricostruzione.

Il convegno sarà un pretesto anche per sfatare i falsi miti e le credenze popolari legate ai terremoti, spesso radicati ancora oggi nella società: ad esempio famigerate legende metropolitane di correlazioni tra meteorologia e terremoti (caldo o freddo anomalo che “provocherebbero” o “annuncerebbero” terremoti) o riti superstiziosi che scongiurerebbero sciagure sismiche ad opera del “Fato”.

Ben vengano tali memorie popolari del passato, che – è bene sottolinearlo – sono state di fondamentale supporto per la ricostruzione della sismicità storica dell’area e che oggi fanno parte della nostra tradizione folkloristica (e che tali devono restare), ma nel XXI° secolo bisogna necessariamente affidarsi ad una visione squisitamente scientifica e risolutiva della problematica. Agire in ottica di prevenzione efficace, partire dalla conoscenza della pericolosità sismica di base del territorio e dal modello geologico-geotecnico-sismico del sottosuolo (che contempla anche i potenziali effetti di sito), per fornire indicazioni puntuali e accurate che sono alla base della corretta progettazione anti-sismica».

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