Consiglio regionale, approvate le leggi sul commercio e sull’artigianato: tutte le novità

L’Assemblea, ha proseguito l’esame, già iniziato nella seduta del 5 ottobre scorso, del disegno di legge presentato dalla Giunta regionale concernente: “La disciplina delle attività commerciali”.

Il provvedimento, a suo tempo licenziato con parere favorevole dalla II Commissione, era già stato illustrato all’Aula, nella scorsa seduta,  dal relatore, Consigliere Romagnuolo. Alla presentazione era seguita la discussione generale in cui erano intervenuti i Consiglieri Nola, Fanelli, Greco, e l’Assessore alle Attività produttive Cotugno.

Dopo la votazione dei 132 articoli, sono intervenuti i Consiglieri Fanelli e Primiani, che hanno dichiarato l’astensione dei rispettivi Gruppi di appartenenza, Pd e M5S. Per la Giunta è intervenuto l’Assessore Cotugno, che ha anche dichiarato il proprio voto favorevole.

La pdl è stata quindi approvata con 12 voti favorevoli e 3 astensioni.

L’iniziativa legislativa, che consta di 132 articoli, abroga e sostituisce 4 leggi regionali precedenti non più confacenti alla realtà legislativa nazionale e all’evoluzione del settore. Il testo mira alla valorizzazione del lavoro nelle attività commerciali in tutte le sue forme, salvaguardando lo sviluppo qualificato delle iniziative imprenditoriali, anche attraverso azioni di informazione, formazione e qualificazione professionale degli addetti,  degli operatori e datori di lavoro. Si intende quindi provvedere alla semplificazione delle procedure relative agli adempimenti amministrativi afferenti l’esercizio delle attività commerciali, non mancando di tutelare i consumatori. Particolare riguardo viene dato alla trasparenza dell’informazione sui prezzi, alla modernizzazione della rete distributiva, alla crescita qualitativa e alla capacità competitiva dei sistemi commerciali naturali e pianificati. Nel perseguire, poi, il pluralismo e l’equilibrio tra le diverse tipologie delle strutture distributive e le differenti forme di vendita, la norma intende valorizzare il ruolo delle piccole imprese, anche mediante l’evoluzione qualificata delle relazioni tra attività commerciali che operano in contesti territoriali e filiere economiche. Il tutto non mancando di assicurare la giusta tutela delle botteghe e dei mercati di interesse storico, di tradizione e di tipicità.  La nuova legge, in aggiunta, si prefigge chiaramente l’obiettivo di salvaguardare e qualificare il commercio nelle aree urbane, rurali, montane, insulari, costiere e termali, ai fini di un’equilibrata articolazione del sistema distributivo nell’intero territorio regionale.

Si prevede ancora che nei piccoli comuni, al di sotto dei 1000 abitanti, nel cui territorio son riscontrati fenomeni di rarefazione del sistema distributivo e dei servizi, gli esercizi di vicinato e le medie strutture di vendita potranno svolgere in un solo esercizio, denominato “emporio polifunzionale”, oltre alle attività commerciali, altri servizi di interesse per la collettività, eventualmente in convenzione con soggetti pubblici o privati. La Regione, nell’ambito degli strumenti di programmazione, promuoverà misure finalizzate a favorire l’insediamento ed il mantenimento degli “empori polifunzionali”.

Particolare attenzione, poi, viene posta dal nuovo provvedimento legislativo alla formazione continua degli operatori del commercio, per la loro sicurezza e per la protezione e sviluppo dei livelli occupazionali nel settore.

L’articolato, nello specifico, dedica attenzione, disciplinandone il funzionamento:

  • alle iniziative agrituristiche ai fini dell’incentivazione del turismo rurale in Molise;
  • ai centri commerciale ed agli esercizi compresi nel loro interno;
  • ai centri commerciali naturali;
  • alle iniziative di vendita su spazi e  aree pubbliche;
  • alle attività fieristiche e ai relativi centri;
  • agli “outlet”, ai “temporary store” e alle altre attività temporanee di vendita, (inclusi di prodotti medicinali da banco o di automedicazione, quelli venduti per corrispondenza e previa pubblicità televisiva o altri mezzi di comunicazione.

Inoltre viene altresì regolamentato il settore della distribuzione di carburanti, in particolare per quel che concerne  la localizzazione degli impianti e la loro permanenza nei centri storici.

Viene, infine, istituito l’Osservatorio regionale del Commercio, quale organo di consulenza, di studio, di monitoraggio e di raccolta dei dati concernenti il settore del commercio.

Il Consiglio ha quindi iniziato l’esame della proposta di legge n. 80, anch’essa di iniziativa della Giunta regionale, concernente: “Disciplina regionale delle attività artigianali”.

Il provvedimento, licenziato con parere favorevole dalla II Commissione, è stato presentato all’Aula dal relatore, Consigliere Aida Romagnuolo. E’ intervenuto in sede di discussione generale, il Consigliere Vittorio Nola, al quale è seguito l’Assessore alle attività produttive, Vincenzo Cotugno.

Hanno poi preso la parola per dichiarazione di voto il Consigliere Micaela Fanelli (che ha annunciato il voto di astensione del Gruppo Pd) e il Presidente della Regione, Donato Toma (che ha annunciato il voto favorevole).

Il disegno di legge è stato approvato con 11 voti favorevoli e 7 astensioni.

In particolare la nuova legge disciplina in maniera organica la materia dell’artigianato, ponendosi in armonia con i principi di sussidiarietà e adeguatezza, nonché con quelli di semplificazione e snellimento dell’azione amministrativa.

Il testo approvato, che sostituisce due leggi regionali precedenti regolanti la materia, provvede a dare le definizioni di “artigiano”, di “impresa artigiana” e di “associazioni di categoria”, individuandone i requisiti. Vengono quindi delineate le funzioni nel governo e nell’amministrazione del settore dell’artigianato della Regione, dei Comuni e della Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura. Viene, inoltre, soppresso l’ “Albo delle imprese artigiane”, che viene sostituito dal “Registro delle imprese artigiane”. L’iscrizione delle singole attività artigianali al “Registro delle imprese artigiane”, ha carattere costitutivo delle stesse. Si istituisce anche la “Commissione regionale per l’artigianato”, quale organo amministrativo regionale di rappresentanza e tutela dell’artigianato.

L’articolato, in aggiunta, prevede che la Regione, sentite le associazioni di categoria, sostenga la nascita, la qualificazione, la competitività del sistema produttivo artigiano del Molise con interventi finalizzati a: favorire la produzione, i servizi, la commercializzazione e l’innovazione tecnologica, organizzativa, gestionale e finanziaria delle imprese artigiane; finanziare progetti di ricerca, sviluppo, di aggiornamento organizzativo e manageriale; favorire la formazione e l’aggiornamento professionale e imprenditoriale; promuovere e valorizzare le produzioni dell’artigianato artistico tradizionale di qualità anche attraverso l’istituzione di specifici marchi collettivi regionali; favorire l’accesso al credito; sostenere la crescita dimensionale, la costituzione e la qualificazione di reti di imprese; sostenere processi di internazionalizzazione del sistema produttivo artigiano; promuovere azioni volte all’uso sostenibile e durevole delle risorse ambientali territoriali, allo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili, alla riduzione degli impatti ambientali e dei consumi energetici e idrici; promuovere e favorire gli insediamenti artigiani nei centri storici; promuovere forme di semplificazione amministrativa e fiscale per la riduzione degli oneri a carico delle imprese artigiane.

La Regione, poi, avrà facoltà di deliberare interventi urgenti a favore delle imprese artigiane, singole o associate, nei casi in cui, con riferimento al territorio regionale, sia stato deliberato dal Consiglio dei Ministri lo stato di emergenza, ovvero sia stata dichiarata dalla Regione l’esistenza di eccezionale calamità o avversità atmosferica.

Come pure vengono delineati gli interventi di formazione nel settore. Ancora, la Regione si impegna a tutelare, valorizzare e promuovere le lavorazioni artigianali che presentano elevati requisiti di carattere artistico e tradizionale, le tecniche di lavorazione e i luoghi di origine. Si leggono in tal senso le istituzioni sia del “Registro dell’artigianato artistico”, presso la Camera di Commercio, sia del “Comitato regionale per la tutela dell’artigianato artistico e tradizionale”.

Si riconosce, poi, la qualifica di “Bottega scuola” alle imprese artigiane appartenenti al settore delle lavorazioni artistiche e tradizionali da almeno 5 anni, al fine di sostenere la qualificazione e il rilancio delle attività tutelate ed allo scopo di incentivare l’avviamento dei giovani al lavoro. Previsto, infine, il conferimento  del titolo di “Maestro artigiano” ai titolari di imprese artigiane, ovvero ai soci che partecipano personalmente all’attività, ai soggetti che posseggano un adeguato grado di capacità professionale, desumibile dal conseguimento di premi, titoli, di studio o diplomi o dell’esecuzione di saggi di lavoro o, anche, da specifica e notoria perizia e competenza o dallo svolgimento di attività formative, nonché da ogni altro elemento che possa comprovare specifica competenza, perizia ed attitudine all’insegnamento professionale.