Concorso sanità Molise, il racconto di un partecipante: «Telefonini che giravano e poca chiarezza»

Sono stato due anni in prima linea a combattere il Covid e essere mandato via a calci in questo modo proprio non ci sto, nulla è andato bene»

Non accennano a placarsi le polemiche relative all’agognato concorso dell’Asrem per infermieri e operatori socio sanitari. Doveva essere un successo per il Molise e la sanità molisana, il primo concorso dopo lo sblocco del turn over durato oltre un decennio, ma si è trasformato in una vera e propria odissea. Sia per i partecipanti, sia per l’azienda sanitaria che lo ha indetto e di conseguenza per la sanità regionale. Imprevisti e poca chiarezza nello svolgimento delle prove stanno segnando il concorso. Che ha visto la partecipazione di oltre 3mila cittadini per 45 posti da infermieri e 5 da Oss. Da assumere subito, ma la graduatoria sarebbe servita per soddisfare le esigenze dei nosocomi regionali nei prossimi mesi. Ciò non avverrà, almeno questo è un dato certo perché per il concorso per infermieri hanno superato la prova scritta in 135 su 2448 partecipanti. E il fabbisogno per gli ospedali molisani è di oltre 300 unità. E già qui qualcosa non torna. 

In 1253, invece, hanno superato quella per Operatori Socio Sanitari. 

Oggi facciamo un passo indietro per raccontarvi, dalla cronaca e dalla narrazione di chi a quel concorso ha partecipato, quanto successo. Abbiamo raccolto la segnalazione di uno dei tremila che sono stati a Roma che ha fornito la sua versione dei fatti. Che riportiamo senza filtri, garantendo, ovviamente, l’anonimato. Per facilità di racconto, chiameremo il nostro interlocutore Giuseppe, nome di fantasia. 

«Sono un operatore socio sanitario – ha esordito Giuseppe – e da quasi due anni lavoro in Molise. Periodo, come noto, caratterizzato dall’emergenza Covid, quindi vi lascio immaginare le condizioni nelle quali abbiamo operato in questo lungo periodo. Oggi, però, vorrei esternare il mio disappunto e il mio sconcerto per quanto accaduto a Roma, relativamente al concorso per Oss. Concorso indetto per le 14.30 ed iniziato alle 19.30. Cosa che credo non sia avvenuta mai prima in nessun altro concorso pubblico. Ore ed ore ammassati in un padiglione come fosse un pollaio. Sorvolo anche su quest’aspetto per raccontare quanto successo durante la prova. Intanto – prosegue Giuseppe – dopo 30 minuti dall’inizio della prova abbiamo visto partecipanti alzarsi e andare via. E’ consentito? Non è forse vero che bisogna attendere comunque al proprio posto il termine del tempo previsto, in questo caso 60 minuti, anche se si finisce prima? 

Altro aspetto che ci ha lasciato interdetti è stato quello relativo alle buste contenenti le domande. E’ stata estratta la busta 1 – continua Giuseppe – e mi chiedo perché, per correttezza e trasparenza non siano state aperte anche le buste 2 e 3. Ciò avrebbe fugato ogni dubbio, anche quello dei più maligni. Per evitare che qualcuno potesse pensare che qualche partecipante fosse a conoscenza delle domande, sarebbe bastato aprire anche le altre buste e dimostrare che i quesiti presenti fossero diversi da quelli estratti. Ma non è stato fatto.  

Ma quello che ci ha letteralmente sconvolti è stato il passaggio di mano in mano di telefoni e tablet. Cosa, questo posso affermarlo con certezza, assolutamente vietata. Ma per magia spuntavano telefoni e tablet che transitavano di tavolo in tavolo come nulla fosse. 

Questo è quello che è successo e non possiamo proprio dire che sia andato tutto bene. Sarebbe come dire che la sanità molisana è la migliore d’Italia o che il Covid non esiste. 

Ecco – conclude affranto Giuseppe – capirete la mia delusione e la mia rabbia: dopo aver trascorso quasi due anni in prima linea, ad essere mandato via in questo modo, proprio non ci sto.»  

I ricorsi, come noto, sono già stati annunciati dalle organizzazioni sindacali e del concorso per infermieri e Oss per la sanità pubblica molisana, probabilmente, si parlerà a lungo. redpol