Con l’arrivo del vento siberiano soffrono gli uliveti colletortesi

Ondata di gelo e neve inconsueta nell’area del cratere. La zona rossa di colpo diventa tutta bianca. Con l’arrivo del vento siberiano soffrono gli uliveti colletortesi. Come si può vedere dalle immagini, i rami rugosi si genuflettono a terra. Preme la neve ghiacciata in questo paesaggio da favola, dove le forme bizzarre animano la memoria di tutti. E non poche preoccupazioni. In modo particolare nel contesto agricolo. Sotto la morsa del gelo  è costretta ogni tipo di pianta. A soffrire di più gli alberi da frutta.  Nei giorni scorsi nel pieno della loro genuina e naturale bellezza.  Tutta in fiore.  Sotto lo sguardo dell’intero paese, arroccato sulla balza collinare,  come una sentinella a guardia delle convalli sottostanti, il mosaico degli uliveti è interamente imbiancato. Talvolta riluccica sotto i cristalli di gelo per dare vita ad un fantasioso paesaggio  vivace.  Pieno di magia. Al momento si presenta così l’antica  contrada di Lauretum. Qui germoglia,  tranquillo da tempo, il caratteristico reticolo dell’Oliva Nera di Colletorto. Generato da una lottizzazione comunale che sembra modellata da mani sapienti. Tutto intorno la macchia mediterranea fa da recinto. Da qui nasce il toponimo della contrada “Difesa comunale”.Su di essa svetta, piena d’orgoglio, la seicentesca Chiesa della Madonna di Lauretum. Sui punti altimetrici più alti, invece, il vento polare si  fa sentire tra strati di ghiaccio e accumuli ondulati. Innevati e alti. Tutti dalle forme bislacche.  “Bisogna preoccuparsi, dice un agricoltore del luogo, solo se continueranno le precipitazioni nevose. Al momento, sui rami degli ulivi,  la neve, pur se pesante,  non è abbastanza alta per creare dei danni irreparabili”. Speriamo. 

Luigi Pizzuto