Con “Epidicus” si apre la 46esima stagione del Teatro Sannitico di Pietrabbondante

L’inziativa è stata realizzata dalla fondazione Molise Cultura, dalla Regione Molise e il Comune di Pietrabbondante, in collaborazione con il Plautus Festival e Teatro della Città

Con Epidicus “Epidico”, una delle ultime commedie scritte da Tito Maccio Plauto per la regia di Cinzia Maccagnano, si apre oggi, lunedì 1° agosto, la 46^ Stagione del Teatro Sannitico di Pietrabbondante “Teatro a mille metri”, realizzata dalla Fondazione Molise Cultura, dalla Regione Molise e il Comune di Pietrabbondante, in collaborazione con il Plautus Festival e Teatro della Città.

“Da Shakespeare a Plauto, fino a Ritsos – afferma in proposito Antonella Presutti, presidente della FMC –  torna il grande teatro a Pietrabbondante, in un contesto unico e torna con l’intento di coniugare cultura, paesaggio e valorizzazione di un sito di assoluta rilevanza storico archeologica, ma anche con l’obiettivo di esaltare la vocazione dei territori”.

“Rendere l’iniziativa del Teatro a mille metri non una parentesi, seppure interessante, a se stante e di breve respiro – afferma – ma l’inizio di una ripresa sistemica e di una programmazione prospettica è la finalità che la Fondazione Molise Cultura e la Regione Molise si sono date. L’interesse e l’attenzione che ha accompagnato la presentazione della rassegna – conclude Presutti – ci conforta sulla bontà della strada intrapresa”.

Protagonista è Epidico, appunto, servus callidus, abile e astuto servitore, che ordisce trame continue per favorire gli incontri amorosi del suo giovane padrone. Questo susseguirsi d’inganni e situazioni paradossali, è il meccanismo che svela la trama, fatta, come è solito nella commedia, di innamoramenti e ripensamenti, di raggiri a danno del padrone e spiritose invenzioni a beneficio del servo.

“Oltre alla sua abilità – svela la regista Cinzia Maccagnano – Epidicus ha degli ‘a parte’ in cui rivela il suo stato d’animo, Questa forse è una particolarità di questa commedia dell’età matura di Plauto: si affligge e ci mostra tutta la sua sofferenza di servo e si rincuora e si riprende con coraggio, creando così una relazione con il pubblico quasi intima con la quale riesce poi a condurre  i presenti per tutta l’intricata vicenda, conquistandolo emotivamente”.

Il pretesto è un doppio innamoramento: Stratippocle, giovane padrone, ama una fanciulla e con l’aiuto di Epidico inganna il vecchio padre affinché la riscatti; peccato che, partito per la guerra, Stratippocle torna innamorato di un’altra fanciulla. E serve un altro inganno, e un altro ancora, e ancora, in un susseguirsi di tranelli e imbrogli. Per tutto lo sviluppo della vicenda, Epidico si trova nella condizione di essere giudicato colpevole per le sue malefatte e conseguentemente punito.

“Epidicus significa ‘di fronte alla giustizia’ – prosegue Cinzia Maccagnano – ed infatti il servo utilizza il linguaggio giuridico che rappresenta una caratteristica, forse la più rilevante della commedia, finendo addirittura in una sorta di auto processo, in cui dimostrerà non solo la sua innocenza ma persino di essere vittima di una ingiustizia e quindi la vincerà e la spunterà come sempre, ma più di sempre, mostrandosi quasi un principe del Foro”.

La commedia plautina si ingarbuglia, in un susseguirsi di situazioni comiche, in una carrellata di personaggi tipici (il soldato, la suonatrice, il vecchio, ecc.) resa attraverso la rotazione di tre attori per più personaggi, attorno a un “perno” di personaggi fissi, tra cui lo stesso Epidico. Una giostra esilarante, paradigma del mondo plautino in cui alla vivacità dei personaggi si somma il paradosso delle situazioni. Con una conclusione, anche questa, tipica in Plauto e non solo, in cui il servo riuscirà a farla franca, a conquistare la libertà con annesso banchetto.

L’ingresso allo spettacolo è gratuito con posto libero dalle ore 18,30, inizio spettacolo ore 19, per informazioni e prenotazioni 393 9317182

La regista Cinzia Maccagno