Comune di San Massimo: la III edizione della Via del Latte a Campitello Matese

 

di Marika Galletta

In concomitanza del III Festival della Montagna, il Comune di San Massimo,  ha ideato e promosso la Via Del Latte 2022, racchiudendola in un video accattivante che dall’alpeggio trasporta fino alla lavorazione del latte. 

Il Sindaco Alfonso LEGGIERI, ha siglato la prima tappa della Via del Latte, nel 2017, anno di costituzione del primo Festival della Montagna per Campitello Matese. Dopo un fermo forzato a causa della pandemia, le storiche tradizioni e gli intramontabili mestieri dell’allevatore e del casaro,  hanno richiamato in vetta cultori, curiosi e turisti nell’ottica dell’esperienzialità. Il 7 Luglio ha preso il via l’alpeggio ed il 14 Agosto è stata la volta della via del latte.

“L’antica pratica dell’alpeggio affonda le sue radici nella storia del territorio di San Massimo. Sin dall’antichità, con l’arrivo dell’estate i pastori preparano i bestiami per il raggiungimento delle fresche alture matesine. Una pratica che, con non poca fatica, continua ad essere portata avanti dagli allevatori locali che, di generazione in generazione, hanno custodito uno dei mestieri più antichi al mondo. Preservando nei nostri piatti la qualità e la genuinità, salvaguardando il prodotto autoctono, insieme  all’abile maestria dei casari a cui spetta il compito della trasformazione e della lavorazione nella via del latte. Quest’ultima è un cammino simbolico che scandisce le diverse fasi della lavorazione della materia prima e che conserva metodologie, utensili e strumenti dal sapore antico, privilegiando l’abilità manuale agli ausili meccanici e alla mera industrializzazione. Al latte e ai casari dobbiamo gli odori ed i sapori autentici dei prodotti lattiero-caseari matesini.”

Il cammino è  iniziato dalla valle di San Massimo, fino ad arrivare al luogo simbolo della pastorizia, la Valle di Capo d’Acqua a Campitello Matese, al quale hanno preso parte pastori, allevatori, rappresentanze cittadine e turisti.  Anche un momento escursionistico che si è congiunto al tradizionale cammino estivo del bestiame. E’ uno  spostamento della pastorizia in verticale, ovvero di distanza breve rispetto alla transumanza, in quanto agito nello stesso territorio dal piano al monte, tra Maggio e Giugno, con conseguente ridiscesa in pianura verso Settembre. I bovini e gli ovini vivono in un habitat privilegiato: la qualità dell’aria, la luce del sole, i pascoli verdi rigogliosi di erba verde per il nutrimento, l’acqua sorgiva, sono gli elementi naturali ed i fattori ambientali che contribuiscono alla piena salute del bestiame e che inevitabilmente si riflettono sul valore nutritivo e sulla qualità dei prodotti zootecnici finali. Dopo il pascolo e la mungitura ci si è diretti nella casetta del pastore, un vero e proprio laboratorio, dove i numerosi  partecipanti hanno potuto ammirare la trasformazione del latte fino ad arrivare al prodotto finito magistralmente creato a mano dai casari locali. Non è mancato il momento degustazione: ricotta, mozzarella, nodini e l’immancabile caciocavallo. Le dimostrazioni pratiche sono state affiancate da racconti e curiosità sulle proprietà organolettiche del latte e sulle differenze tra i prodotti caseari ottenuti in alta montagna e i prodotti provenienti da allevamenti a valle. 

Conclude il Sindaco LEGGIERI:”  La via del latte è un tassello imponente  del Festival della Montagna e del Turismo Esperienziale per Campitello Matese e per l’area matesina. Le finalità sono quelle di preservare e diffondere la conoscenza della pratica dell’alpeggio in alta quota, di tramandare mestieri e tecniche del settore primario, di incentivare politiche di cittadinanza attiva facendo leva sulle nuove generazioni. Di promuovere stili sani di alimentazione, mediante la valorizzazione dei  prodotti locali a km0  e la consapevolezza delle proprietà nutritive dei cibi che acquistiamo, incentivando parimenti l’economia circolare territoriale. E non in ultimo,  il potenziamento di nuove forme di turismo esperienziale, in una montagna di caratteristiche paesaggistiche e naturalistiche da vivere non solo d’inverno ma in tutte le stagionalità accanto alla sue tradizioni e alla storia della sua cultura.”