Comitato bus turistici, in Molise 450 lavoratori senza prospettive

Sono 450 gli addetti nel Molise del settore dei bus turistici a noleggio che lanciano un grido di allarme per la loro stessa sopravvivenza. Il Governo, di fatto, non ha ancora previsto alcun sostegno per il comparto, escludendolo dal settore del turismo. Alle 87 aziende presenti sul territorio regionale, non resta che continuare ad aspettare direttive ed un aiuto concreto, aspettative finora disattese, mentre fanno i conti con un fatturato di 40 mln di euro azzerato. Le imprese di bus turistici del Molise, le prime a fermarsi come tutto il settore in Italia dall’inizio del lockdown, sono in ginocchio, e la stagione lavorativa, ormai già fortemente compromessa, non ha al momento alcuna prospettiva di ripartenza. 

“Stiamo vivendo una crisi senza precedenti, con l’azzeramento di 40 mln di euro del nostro fatturato – dichiara Sandro Moffa, rappresentante del Comitato Bus Turistici Italiani del Molise – e il Governo non ci ha garantito liquidità per fronteggiare i mesi di blocco, nè ci ha fornito linee guida per la ripartenza. È necessario, da subito, che la cassa integrazione sia estesa almeno fino a marzo 2021, periodo ad ora presunto di ripartenza per il nostro settore. Fondamentale poi, la sospensione dei leasing, sempre fino a marzo 2021, così come un intervento sulle accise del gasolio, anche per gli anni trascorsi. Chiediamo inoltre che non siano richieste le tasse di ingresso nelle città e che sia previsto un contributo a fondo perduto per la svalutazione dei nostri 500 mezzi, ormai fermi da tre mesi, e la garanzia di una copertura della differenza del fatturato 2019, considerandone un periodo che arrivi almeno fino ad agosto 2020. Sono le certezze che chiediamo – ha aggiunto Moffa – i soli punti saldi che ci potrebbero permettere di guardare al domani con un minimo di ottimismo”.