Com’è saporito il caciocavallo con le pere

GENNARO VENTRESCA

Una squadra senza solisti. Come certifica il poker di vittorie, orfana di Vittorio Esposito. Il poeta fermato ancora ai box da un ginocchio che aveva tenuto tutto il popolo rossoblù col fiato sospeso si è visto costretto ad ammirare il ritmo, l’applicazione e il sudore della fronte dei compagni. Che ha raggiunto a centrocampo, a gara finita. In un giorno speciale che ha avvicinato i rossoblù ulteriormente al traguardo. I punti di vantaggio sul Notaresco sono diventati otto a quattro partite dai titoli di coda.

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Servirà ancora tempo per far depositare la tristezza dello stop improvviso allo scorso campionato e ridare una parvenza di ordine alle nostre giornate. Ma ci siamo quasi. Occorrono cinque punti. Facili da conquistare da un gruppo che non mostra segni di stanchezza e aspetta solo di poter far baldoria. Anche se Cudini fa il pompiere, e invita tutti a non farsi prendere dai facili entusiasmi. Leggendo lo stesso spartito di SuperMario che ha ancora sul gozzo quella infelice decisione della Lega di chiudere prematuramente il campionato e mandare per decreto il Matelica in Lega Pro.

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Catanzaro, 11 giugno del 1989. Spareggio con il Monopoli, con mille tifosi al seguito. Un disastro, appena dopo quello di una settimana prima a Selva Piana, sempre per mano del Monopoli che nella ripresa annullò prima il vantaggio di Mitri e poi approfittò dell’autorete di Sarracino per guadagnarsi lo spareggio. Sulla nostra panchina c’era Milite che di lì a qualche anno sarebbe morto ammazzato da un colpo di pistola. In circostanze piene di nebbia.

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Senza rendercene conto stiamo per ritornare nella terza serie nazionale. La tanto amata Serie C. Dove manchiamo proprio dalle partite che ho appena riferito. L’ultima volta che abbiamo vinto sul campo un campionato nazionale fu nel 2000, allo sprint sul Taranto. C’era ancora la C2, il salto di classe fu gradito, ma ci portò “solo” in Quarta Serie. O meglio in C2 che era la stessa cosa. Assume quindi un valore ancora più significativo ciò che stanno per compiere Cudini e i suoi gioielli.

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Permettetemi: Vitali sembra nato per agire. Non medita, decide. Supera di slancio le difficoltà, con l’eleganza del cavallo selvaggio. Scatta, dribbla, tira, rincorre, si libera e poi s’incarta. E quando fa gol, è merce d’autore. Tanta roba per un ragazzo di 19 anni sul quale si può lavorare come su un diamante grezzo. Per lui i calci d’angolo sono una scelta esistenziale, la possibilità di evadere dalla prigione della vita.

                                                                              *** E’ saporito il caciocavallo di Vastogirardi con le pere campobassane. Con garbo, senza spocchia, informate anche i rivali del Notaresco. Chiudo, facendo i complimenti alla formazione altomolisana che si è battuta con orgoglio. Cercando in tutti i modi di opporsi alle più appariscenti qualità tecniche e organizzative dei cudiniani. Dal canto suo Prosperi ha svolto un lavoro pregevole. E c’è di più: Guida e Merkaj, i suoi pezzi forti, potrebbero far comodo l’anno prossimo alla causa rossoblù.