Come il cambiamento climatico impatta sul sistema cibo

di Marianna Meffe

Il cambiamento climatico tocca la sfera alimentare in molteplici modi: se è immediato riconoscere come la deforestazione a scopi industriali rappresenti una grave perdita di biodiversità, è difficile capire come ciò sia effettivamente collegato alla catena di approvvigionamento del cibo.

Eppure la vecchia storia del battito d’ali di una farfalla che genera uragani dall’altra parte del mondo, non è così diversa dalla realtà.

Nel delicato sistema Terra ogni alterazione dell’equilibrio ha molteplici conseguenze, articolate su più livelli.

Senza addentrarci in considerazioni di carattere tecnico, che richiederebbero spiegazioni dilungate, soffermiamoci per un momento a pensare a quanto sia profonda la nostra dipendenza dalla Natura.

Senza alcun intento fabulistico, davvero la realtà del cibo non è limitata all’aspetto esteriore del prodotto finale.

La complessa catena di approvvigionamento e soprattutto di produzione del cibo è un aspetto cruciale della questione.

È naturale quindi che l’effetto del cambiamento climatico si traduca in vari modi su ognuno di questi aspetti.

Partiamo dal basso, il suolo.

Qui, precipitazioni estreme, conseguenza delle variazioni di temperatura che stiamo osservando, possono dilavare il suolo, disperdendo i nutrienti in esso contenuti, necessari ad altre forme di vita: l’agricoltura ne risente, i raccolti calano, alcune colture potrebbero non riuscire ad adattarsi ed andare perse definitivamente.

In regioni più povere, dove questo fenomeno si inserisce in un contesto pre-esistente di siccità, ondate di calore, fertilità ridotta del suolo, gli effetti crescono in misura esponenziale.

I fenomeni atmosferici intensi inoltre accelerano l’usura del suolo, erodendolo e rendendolo più soggetto al rischio di desertificazione.

Desertificazione significa perdita di fertilità, meno alberi e meno cibo e anche meno ossigeno disponibile.

Significa un terreno impoverito, impossibile da coltivare, difficile da recuperare. Un terreno perso.

Per tornare al punto di partenza del nostro, significa una notevole riduzione della quantità di cibo disponibile.

Anche soltanto dal punto di vista umano, la situazione è complessa: banalmente, un’inondazione può costringere una famiglia ad abbandonare la propria casa e il proprio lavoro, riducendo di riflesso il potere d’acquisto della stessa e il suo accesso a cibo ed acqua pulita.

Insomma, solo con l’esempio dell’effetto di precipitazioni intense sul suolo abbiamo già toccato almeno altri 5/6 macrotemi cruciali.

E questa è soltanto la punta dell’iceberg.

Per chi volesse approfondire, lascio il link al più recente rapporto IPCC (International Panel on Climate Change), dove il capitolo 5 è interamente dedicato agli effetti del cambiamento climatico sul sistema cibo.

Oltre ad informarci, è chiaro che occorre ripensare il sistema cibo: approfondiremo questo aspetto in un articolo successivo.