Colpo all’Ip, scarcerato uno dei tre arrestati

Domani mattina l’interrogatorio di garanzia in tribunale

REDAZIONE TERMOLI

Compariranno domani mattina, sabato 23 marzo, davanti al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Larino due delle tre persone arrestate dai carabinieri perché accusate di essere gli autori della rapina che all’alba di mercoledì mattina è stata effettuata all’interno del bar del distributore Ip sul Lungomare Nord. Il terzo arrestato, infatti, il 43enne fratello di uno degli indagati è tornato in libertà già nel pomeriggio di giovedì poiché il giudice ha rilevato che non c’erano le condizioni per la convalida del fermo. Mentre in carcere al momento resta l’altro fratello, classe 1972, che era in regime di sorveglianza speciale perché con precedenti per maltrattamenti in famiglia che, di fatto, gli avrebbero dovuto impedire di accompagnarsi a pregiudicati. Un divieto che l’uomo avrebbe violato proprio nella notte tra martedì e mercoledì quando, secondo la ricostruzione dei carabinieri della compagnia di Termoli, sarebbe stato l’autore, assieme a un altro complice, della rapina ai danni della Ip, la quattordicesima in tre anni, tanto che lo stesso esercizio commerciale era stato considerato alla stregua di un “bancomat” dalla piccola criminalità organizzata. I due, sempre secondo le ricostruzioni dei carabinieri, avrebbero agito secondo un modus operandi ben collaudato: avrebbero prima staccato la corrente manomettendo la colonnina dell’Enel che si trova all’esterno del locale e costringendo, di fatto, il barista ad uscire fuori. Poi lo avrebbero raggiunto, aggredito e minacciato con una pistola giocattolo per farlo entrare nel bar e per fargli consegnare il denaro in cassa, circa mille euro. Prima di fuggire avrebbero arraffato anche stecche di sigaretta e gratta e vinci. I carabinieri, però, li stavano tenendo sotto osservazione da un pezzo e subito dopo la rapina si sarebbero appostati sotto l’appartamento. All’arrivo dell’auto con a bordo tre persone è scattata la perquisizione e le manette considerato anche il materiale che è stato trovato nell’auto, addosso a due degli uomini e nell’abitazione. Lavoro dei carabinieri che nel frattempo va avanti per cercare di capire se la banda possa essere responsabile di alcune delle rapine commesse sempre ai danni del bar di Fiardi oltre che di altri colpi commessi di recente in basso Molise.