Cogliati fa il fenomeno e Bontà sembra Sandokan

GENNARO VENTRESA
Tre reti firmate in tre modi diversi. Tre autentiche aperture panoramiche sul piccolo stadio di Notaresco che la tv ha portato nelle case degli italiani. Una tv che neppure conoscevano che da anni nuota nel Canale 60 del digitale terrestre. Ma tra le più seguite dai guardoni dei calci d’angolo, a cui piacciono le trovate del giovane direttore Criscitiello, l’eterna campagna acquisti di Pedullà e, soprattutto, le scosciate “veline” che ondeggiano tra divani e sgabelli.

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Ha lavorato benissimo la troupe di Sport Italia che si è avvalsa anche del prezioso contributo di Andrea Vertolo, giovane giornalista campobassano, pieno di risorse e volontà, che ha curato le interviste di fine partita. In cui, forse per la prima volta, abbiamo potuto condividere il sorriso di Mirko Cudini, un mix di emozione e di felicità. La partita visibile tra Aosta e Pantelleria ha messo in vetrina il miglior Campobasso d’annata e ha fatto prendere nota a chissà quanti direttori sportivi sulle qualità del nostro numero 10 di circostanza, dico Pietro Cogliati, il nostro Zar che ha fatto mirabilia. Suoi i tre gol e suo il pallone griffato, a sigillo di un pomeriggio indimenticabile.

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Raccontare la squadra nel modo adeguato è complicato anche per il vostro cronista d’antan che ne ha viste tante. Quando si vince come si è vinto a Notaresco, si corre il rischio di esagerare un tantino. Anche se, come avrete avuto modo di constatare in tv, i nostri ragazzi hanno disputato una gara che va infilata in vetrina. E il loro allenatore, vivaddio, finalmente, s’è beccato i meritati applausi. E le parole al miele anche dei cronisti che cercano il pelo e non vedono l’ora di dimostrare (a chi?) di saperne più di Guardiola e Klop messi insieme.

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L’emozione ostacola il ragionamento. E’ proprio vero. Nel bene e nel male, in certi momenti è facile sbarellare. Com’è strano il mondo dei calci d’angolo. Solo una settimana prima, l’assurdo finale con l’Avezzano ci aveva fatto sembrare quegli orribili 50 secondi una riedizione del Colgota; sette giorni più tardi il terzo gol di Cogliati che ha strappato con rabbia il pallone tra i piedi dell’incerto portiere Scotti che si è ritrovato nei panni di Ospina del Napoli e si è involato come un folletto, tutto solo, sin dentro la rete abruzzese, ha mandato in estasi i duecento tifosi al seguito e decine di migliaia di cuori rossoblù che da tutte le parti d’Italia, in salotto, sono schizzati in piedi come schegge.

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Due ragazzotti, Raccichini e Martino, rispettivamente portiere e terzino destro, hanno superato con merito il primo duro esame della loro vita rossoblù. Il portierino (00), schierato per Natale, non s’è affatto impappinato; il difensore bassomolisano (01) ha affrontato con freddezza e lucidità il temutissimo Sansovini, di 21 anni più grande di lui. Non ha voluto assolutamente mancare all’appuntamento l’ex Bontà, reduce da una settimana vissuta tra dolori, massaggi e pomate. La sua chioma alla Sandokan è stata la bandiera per l’intera formazione che ha moltiplicato le energie, per prendersi tre punti e gli elogi.

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La domenica ha portato gioia anche in casa delle altre due molisane del girone. L’Agnone, con una prestazione orgogliosa, ha ribaltato il risultato al Civitelle contro la Recanatese, terza forza del raggruppamento, attestandosi in una comoda classifica. In attesa di risolvere il problema del portiere il Vastogirardi, a Jesi, è tornato al successo, acciuffato per i capelli, a poche battute dal fischio finale.

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