«Ciò che è accaduto nella città di Campobasso è gravissimo»

«Ciò che è accaduto nella città di Campobasso è gravissimo -scrive in una nota il Gruppo della Lega al Comune di Campobasso Alberto Tramontano, Alessandro Pascale, Maria Domenica D’Alessandro- Mesi di sacrifici di cittadini, imprese, attività commerciali e artigianali rischiano di essere stati vanificati per l’irresponsabilità di cittadini, insofferenti al rispetto delle regole, e la superficialità dell’Amministrazione comunale di Campobasso che non ha fatto tutto ciò che poteva e doveva fare per evitare un epilogo estremamente doloroso per la nostra comunità cittadina.

Il 30 aprile, e le immagini che circolano in queste ore lo testimoniano, decine e decine di persone si sono ritrovate nei pressi dell’abitazione di un defunto, appartenente alla comunità Rom, e al di fuori del cimitero cittadino: si ricorda che al 30 aprile non era consentito fare assembramenti neppure nelle abitazioni private, figurarsi all’aperto!

Una colpevole superficialità e una tendenza  a minimizzare dell’Amministrazione comunale di Campobasso potrebbero minare le speranze di un ritorno alla normalità dei campobassani: il sindaco ha dichiarato di aver monitorato il funerale e di aver rilevato comportamenti non corretti.

Cosa è stato fatto per circoscrivere la situazione? Dal 30 aprile ad oggi cosa è stato fatto?

Ansia, paura, rabbia sono i sentimenti che attraversano i nostri concittadini provati da mesi di clausura forzata e dall’impossibilità di lavorare o di incontrare i propri parenti: mentre alcuni, in virtù di chissà quale “libertà”, hanno potuto tranquillamente infischiarsene delle regole generali e della salute di tutti gli altri cittadini.

In Italia, negli ultimi mesi, migliaia di persone sono purtroppo decedute, senza l’ultimo conforto dei familiari: i figli non hanno potuto salutare i genitori e i genitori i figli; tanti nonni hanno lasciato questo mondo da soli: una tragedia nella tragedia.

Invece da noi, nonostante le restrizioni previste, vi sono stati comportamenti colpevolmente irresponsabili e forse sottovalutati dall’Amministrazione comunale  che aveva il dovere di vigilare anche sulla comunità Rom di Campobasso, la quale ha uno stile di vita proprio e  regole proprie che spesso non coincidono con quelle degli altri cittadini campobassani!

Al sindaco Gravina ricordiamo che l’emergenza sanitaria, sociale ed economica che sta investendo la nostra città non si combatte con video messaggi e sterili comunicati: la comunità Rom della città di Campobasso non la si scopre oggi! E soprattutto l’amministrazione comunale, in considerazione degli aiuti economici e assistenziali che garantisce da decenni ai componenti delle famiglie Rom, è ben consapevole di come vive, dove vive e di come si rapporta alle regole della convivenza civile.

Campobasso non merita di ripiombare nella paura e soprattutto non merita di vedere sfumati i tanti sacrifici dei cittadini onesti, rispettosi delle regole e degli altri.

Il gruppo della Lega  si augura che il fenomeno esploso venga ora circoscritto e contenuto e che alla città di Campobasso venga ridonata la serenità perduta per tornare ad una graduale normalità».