Cimitero, approvata la variante urbanistica

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Cimitero di Isernia, il Consiglio comunale ha approvato ieri la delibera con cui si dà il via libera alla variante urbanistica necessaria all’avvio dell’iter. Passaggio dovuto, come spiegato in aula dal vicesindaco Cesare Pietrangelo, al fatto che “il progetto preliminare coinvolge tre ambiti collocati ai tre angoli del perimetro cimiteriale. Ambiti che oggi sono solo parzialmente destinati a zona F15 cimiteri, mentre porzioni residuali hanno destinazione urbanistica diversa (parcheggi, viabilità e un’area che ricade su suolo tratturale)”.

Il Comune ha acquisito i pareri necessari, compreso il via libera per il diritto di concessione su suolo tratturale, rilasciato dall’Ufficio tratturi della Regione Molise, con il benestare della Soprintendenza. Prima di approdare in Consiglio, la proposta è stata mandata in commissione e deliberata con parere favorevole. Come evidenziato da Pietrangelo, tutto parte da quanto stabilito in passato dal Commissario prefettizio. “Con deliberazione del Consiglio comunale dell’aprile 2016 – ha spiegato – venivano ravvisate ragioni di pubblico interesse nella realizzazione del project financing proposto da una ditta locale, ritenuto confacente ai bisogni dell’ente in merito alle esigenze di loculi cimiteriali”. Al fine di poter attuare la proposta della ditta, era necessaria una variante urbanistica. Sull’urgenza di procedere ha relazionato il presidente della competente commissione consiliare, Gianni Fantozzi, che ha sottolineato: “La questione è stata ereditata dal commissario prefettizio dopo lo scioglimento anticipato del Consiglio comunale. La responsabilità di quello che si va a fare è solo una prosecuzione degli atti poste in essere, consequenziali a scelte operate dal commissario prefettizio. Ma al di là di tutto, l’esigenza di loculi cimiteriali è nota a chiunque. Si rende necessario procedere, perché ci sono persone che non possono avere una dimora fissa nemmeno per l’aldilà”. Nel project financing sono poi presenti due aspetti proposti anche dalla commissione: “L’esigenza di trovare fra le pieghe del bilancio la possibilità di acquisire due monta-bare – ancora Fantozzi – perché quando si posizionano le bare all’interno dei loculi occorre compiere un’operazione immane. E la presenza di un’astanteria fornita di frigoriferi per far in modo che le salme possano avere una sosta adeguata in attesa della collocazione definitiva, in caso di necessità di autopsia o di altre esigenze”.

Parere negativo sull’idea di procedere col metodo del project financing è stato espresso dal consigliere del Movimento 5 stelle, Cosmo Bottiglieri, che ha detto: “Da subito avevamo proposto, come Movimento, l’adozione di un altro strumento che non fosse project financing. Il motivo è il guadagno di questo ente. Così si consegna il cimitero a un privato, dandogli la possibilità di fare compravendita dei loculi e gestire il cimitero. Poteva sembrare un problema invece era un’enorme ricchezza, data la quantità domande di loculi. Già si sono esternalizzate la riscossione tributi e le soste a pagamento, c’è il project per la piscina. Stiamo impoverendoci. Questa è una mossa che non ha nulla che vedere con il benessere dei cittadini”.

D’accordo, su tale aspetto, anche il consigliere Giovancarmine Mancini. Il sindaco ha ricordato la situazione attuale, rimarcando che “quando ci siamo insediati c’erano addirittura i loculi requisiti. Si è ricorso a un atto estremo per poterli temporaneamente affidare a chi ne aveva bisogno, chiaramente dovendoli poi restituire. Siamo poi riusciti a sopperire alla carenza anche grazie alle confraternite. Siamo andati spediti su un progetto già avviato, e sospenderlo avrebbe significato perdere almeno un anno e mezzo. Nel frattempo sono stati realizzati 140 loculi, in due tranche, che però sono stati richiesti in maniera pressante”. Il primo cittadino ha poi precisato che al vaglio dell’assise non vi fosse il prooject financing, già approvato dal commissario prefettizio, ma solo le modifiche urbanistiche. Dubbioso, su tale aspetto, Bottiglieri che ha evidenziato come a suo avviso, dall’oggetto della delibera così come rappresentato, il Consiglio non si sarebbe limitato ad approvare tale variante urbanistica, ma il progetto preliminare del project financing stesso. Progetto che, secondo lui, non sarebbe stato mai approvato né dal commissario né dal Consiglio. Su tale questione è nato un dibattito, che ha visto l’intervento dell’ingegner Giorgio Marone. Quest’ultimo ha chiarito come la delibera fosse relativa alla variante urbanistica, e che il riferimento al project financing fosse semplicemente il titolo dell’intervento in questione. Dall’opposizione era stata avanzata la richiesta di modificare l’oggetto della delibera, ma poi si è provveduto alla votazione. Con 21 voti favorevoli l’atto è stato approvato.

 

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