«Ciao cara Domenica….», l’addio dei compagni di scuola alla 18enne di Bonefro

Camera di Commercio – SPID

In seguito ad un grave incidente è venuta a mancare oggi all’affetto dei suoi genitori e della sua famiglia, come a noi tutti, la cara esistenza di Domenica Marchetti.
Così gli studenti, i docenti, il dirigente e il personale amministrativo dell’Istituto “Alfano da Termoli” in una lettera dedicata alla giovane 18enne deceduta stamane al Cardarelli a seguito delle gravi ferite riportate nell’incidente nei pressi dello scalo ferroviario di Matrice il giorno di Corpus Domini.
Aveva solo 18 anni, aveva frequentato con successo la 4A del nostro Liceo Classico nell’anno scolastico che si è appena concluso.
La morte di una ragazza lascia inebetiti, increduli.
Il nostro primo pensiero è per lei, per l’interruzione del suo progetto di vita, poi per il papà e la mamma, per la forza che dovranno trovare per sopravvivere; poi per i fratelli, i parenti, gli amici. 
Noi, dirigente, docenti, studenti, collaboratori, personale ATA dell’Istituto Alfano, anche se meno vicini, siamo con loro tutti partecipi, perché l’abbiamo conosciuta a scuola, abbiamo condiviso con lei le circostanze quotidiane del lavoro e della gioia, della curiosità e della spensieratezza, della fatica e della speranza; e perché la morte di un giovane colpisce tutta la comunità, ognuno viene toccato nell’affetto, nel senso di impotenza, nel dolore per il dolore altrui, ed è spinto a riflettere, a interrogarsi, a ricercare un significato nella vita.
La perdita di un figlio è l’inversione dell’ordine naturale delle cose ed è la sofferenza più straziante che possa accadere nella vita di un uomo. Per una comunità educante, ogni ragazzo, ogni giovane in formazione è, prima di qualunque altra considerazione o definizione, un figlio, una figlia di cui prendersi cura, da far crescere, da accompagnare e da ascoltare. Per questo il dolore è grande anche per noi: a scuola noi ascoltiamo i sogni di vite che non vedremo ma che spingiamo al largo, a vele spiegate, verso i mondi sconosciuti del futuro.
Cara Domenica, tu hai, imprevedibilmente e nello sgomento di tutti, attraversato l’orizzonte più lontano in un colpo solo. Più chiaramente e definitivamente, ora, come l’etimologia del tuo nome suggerisce, sei del Signore.
Possa Egli dare, a quanti in questo momento sono straziati dal dolore, la pace che ricercano e a te il compimento di felicità e di bene che ci unisce nella speranza.

Ciao Domenica

 

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