Ci aspetta una sfida da Cavalleria rusticana

GENNARO VENTRESCA

Lo sguardo spento, gli occhi rossi di pianto. Rivedo con dolore quel brutto film. Era il 7 giugno del 1981. Andammo a Rende, in 1000. C’era da vincere, per non consegnare la B alla Cavese. Agguantammo invece solo un pareggio (1-1). E tornammo a casa, al suono della fisarmonica di Gino Mandato con Le foglie morte. Aggiungo questa amara pagina a quelle ricordate nelle Perline di ieri. Solo per un fatto di cronaca, senza voler spaventare nessuno. Lì si giocava sul filo del punto. Qui per gestire un ricco vantaggio.

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E poi…la Cavese era abile a lavorare anche lontano dal campo. Mentre Gigino Falcione non volle mai sentir parlare di questo tipo di “diplomazia”, ripeteva lo slogan che ne fu firma: lavoro pulito e ordinato. Segnò prima De Blasi, i nostri pareggiarono al 78′, con Catarci. Quindi si buttarono caparbiamente all’attacco come nei film western. Niente da fare, Nasuelli portiere dei calabresi, fece due paratone. Chiudendo la saracinesca, tra le imprecazioni molisane.

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Appena una settimana prima, nell’indimenticabile sfida del Romagnoli, vincemmo con la Cavese con un tiro cross di Maestripieri e raggiungemmo i metelliani in vetta. In punta di verità in Calabria, sotto un sole cocente, incappammo in una partita storta. I nostri ragazzi, pur nettamente più forti dei cosentini, non riuscirono a esprimersi secondo le attese. Sulla loro strada trovarono inoltre un Rende motivatissimo, che giocò col pugnale tra i denti, benchè quel punto non gli servisse, vista l’agiata salvezza, raggiunta con largo anticipo.

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Non mancarono le congetture. Si parlò, senza mai provarlo, di un super premio promesso ai padroni di casa dalla nostra temutissima rivale. Va anche spiegato che il premio a vincere era consentito. E ricordo solo a me stesso che lo è ancora. Stimolare a vincere non è peccato, indurre a perdere invece lo è. E come tale viene punito in modo esemplare. Per cui la favoletta che gira sul web di un presunto incentivo a favore del Porto Sant’Elpidio è aria fritta.

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Bisognerà invece diffidare del Rieti che non avrà bisogno di essere pungolato per far ricorso a tutte le sue energie. Per far bella figura contro la capolista e segnalarsi come guastafeste. Non è vero, ma ci credo. Dico alla nuova edizione della Cavalleria rusticana. Con compare Alfio e compare Turiddu che si battono all’ultimo sangue. Anche se non ci sono i fichi d’India né la polvere mi aspetto una sfida di coltello. (Mi si lasci passare l’iperbole. L’ho usata nell’intento di inoculare nelle vene dei nostri giovanotti il vaccino contro la supponenza. In modo di averli reattivi sul campo laziale).

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Intanto il rango del nostro club lievita continuamente. Matt Rizzetta è giunto da New York col suo sodale Cirrincione, e una troupe televisiva. Impegnata a produrre immagini per l’opera che andrà in onda in America. Il simpaticissimo socio di SuperMario è diventato un divo. Giornalisti, opinionisti e tifosi se lo contendono per i selfie. E lui piacevolmente ci sta. Con la sua faccia sorridente che annuncia bel tempo, dopo l’inatteso pomeriggio nebbioso col il Porto Sant’Elpidio.