Chiude Pulp, città attonita: “You’ll never drink alone”

Centinaia di messaggi per un locale storico: “Nulla sarà più come prima”

La città è sotto choc. Attonita. Come avesse perso un proprio affetto, un caro amico. E un po’, in effetti, è così. Pulp chiude i battenti e se ne vanno venti anni di storia di Campobasso. Anche se forse, Pulp, non era più Pulp dal 2012. Dalla morte di Piero Ioffredi che con un’intuizione geniale aveva dato vita a quello che sarebbe stato un punto di riferimento per più generazioni. La moglie ha continuato in tutti questi anni, ma ora ha sventolato bandiera bianca. Sono stati smontati già i banconi e intavolate alcune trattative. Anche s eal momento non c’è alcun accordo scritto né con la moglie di Piero, che detiene il copyright del logo Pulp, né con Fornaro, proprietario dei locali.

E intanto da ieri sono stati centinaia i messaggi, su Facebbok, che hanno “commemorato” questo triste evento.

Un pensiero, per Pulp, è giunto anche dalla scrittrice campobassana Valentina Farinaccio: “Le nostre serate finivano così. Perché Polpetta, Piero, s’era inventato la sigla di chiusura del suo locale. Che voleva dire che era tardi, e ce ne dovevamo andare a casa, forza! Piero non c’è più, ma il suo Pulp era rimasto. Ed eravamo rimasti anche noi, chi sempre, chi ogni tanto. La Forst a poco prezzo, le patatine nelle pentole, la tombola di Natale. E dentro c’è troppa gente, non si respira, e fuori fa troppo freddo, non si può stare. Ci stavamo, invece, e ci stavamo bene. Chiude Polpetta, a Campobasso. E forse vuol dire che siamo diventati grandi. Oppure no. Vuol dire che c’era un posto in cui eravamo autorizzati a restare giovani, e che quel posto, ora, non c’è più”.

“Chiude PULP.
Chi più, chi meno, ci siamo passati tutti.
Piero, il mitico Polpetta, – scrive Mirko – aveva fatto di un buco uno stadio. Con le porte da calcio nei bagni, che dovevi cogliere il pirulicchio per fare centro.
Perché, da PULPETTA, ci stavi dentro anche se ti assettavi sulla pompa di benzina di fronte”.

“Non so se sono stato tra i migliori sulla piazza.
Sicuramente sono tra quelli storici di questo locale.
Avevo già deciso – ha scritto Francesco, uno degli storici dj – di chiudere per sempre con le serate nei locali, non solo da Polpetta.
Credo che siamo ai saluti nel momento giusto per entrambi.
Se ne va per sempre un pezzo della mia vita fatto di ettolitri di birre, centinaia di canzoni, decine di persone conosciute, di approcci alle ragazze spesso fallimentari, di baci rubati, numeri di telefono avuti grazie al fatto di essere il dj, tombolate, risate sincere, goliardia, gavettoni, richieste musicali, console e dischi scambiate per succursali del bancone, bagni con le porte da calcio dove fare centro.
Potete anche rilevarlo, riaprirlo, cambiargli nome buttarlo giù e ricostruirlo da capo.
Non sarà mai più la stessa cosa.
Per me sarà sempre quella parte della mia vita chiamata giovedì.
Ciao Pulpè”.

“Pulp chiude. Per chi non lo sapesse, – il commento di Pietro – è il locale di Campobasso che ha attratto generazioni che si sono succedute in un unico contenitore. Per chi ha messo su famiglia presto non era del tutto impossibile trovare lì genitori che sedevano poco lontano dal tavolo dei propri figli. E poi c’era musica, sempre piuttosto articolata nelle scelte dei giorni “normali”, perché la scaletta dei pezzi con cui si va sul sicuro c’era il giovedì quando si tornava a casa con quel fischio nelle orecchie che senti solo nel silenzio del letto.
Pulp chiude e noi siamo dispiaciuti perchè volevamo bene le persone che aprivano quel posto ed in cambio ci siamo sentiti sempre un po’ a casa.
Ci rimarranno i sorrisi, le alitate e le ascellate nei pienoni del Natale, i discorsi che si potevano fare il mercoledì restando più intimi.
Pulp chiude e sono dispiaciuto perchè chiude un pezzo di città e lo porterò sempre nel cuore.

“E adesso andate via…”

“Il ricordo più bello di Pulp, – scrive Carlo – indubbiamente i cori post derby (Inter 0 – Milan 6) con rissa quasi sfiorata fuori dal locale.

Anche quello non tornerà più, non tanto perché il mio Milan è finito come club, quanto, perché un altro punto di riferimento storico del capoluogo spegne le luci.

Il più cinico dirà
– “sti cazzi” andremo da un’altra parte;
ma spostando l’ottica e facendo ossigenare quell’organo che tutti hanno ma che pochi usano è ben evidente, chiaro, palese, che viviamo in un’era senza polo Nord, senza punti fermi, quello che ha caratterizzato gli anni 90, dove ci si “assembrava” in determinati luoghi dove sapevi che trovavi gli altri, gli stessi della scorsa volta con i quali condividevi un vissuto.

Non entro nel merito di questa chiusura, ci saranno valide ragioni, sarò un romantico ma mi dispiace tanto.

Ciao Polpetta”.

 “Finisce un’era – il commento di Pietro, altro storico dj del locale – fatta di tanto divertimento, tanta baldoria e tanta, tantissima socialità.
Serate indimenticabili entrate di diritto nella storia della vita notturna cittadina.
INCONTRERIA BIRROTECA
You’ll never drink alone
E così sarà per sempre”.  

Foto di copertina: Roberto Tucci

Foto in basso: profilo Fb Bar Pulp

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