Che dite: So’ cotti i ceci?

GENNARO VENTRESCA

Guardo il sole che si affaccia dalla collina dei Monti, come un’arancia incandescente. Allargo l’orizzonte verso la Nord, occupata dai nostri giovanotti che vivono di pane, birra e pallone. E’ piacevole cominciare la settimana con il cuore dipinto di rossoblù. Pieno di speranze, mentre accarezzo un desiderio che sino a un mese fa sembrava semplicemente un sogno.

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Sfoglio FB e spunta Mirko Cudini che si scambia i saluti con Eddy Mengo, mister del Porto Sant’Elpidio. Con il sorriso a fior di labbra, sembra un altro, altro che l’uomo uscito da un romanzo giallo. Clamoroso a Selva Piana: Cudini sa anche sorridere, non ridere, per carità. La risata ha ben altro taglio. Reclama la bocca larga e il volto acceso dalla felicità. Ma, per il momento, va bene così. Significa che il cammino del Lupo è spedito come indica la classifica e c’è speranza di far addirittura meglio, nelle restanti dieci sfide.

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L’infedeltà è antica quanto l’istituzione matrimoniale. Vanno quindi perdonati quei tifosi che pro-tempore hanno abbandonato i nostri colori, per vivere altre esperienze. Ora, mi par di capire, le cose stanno cambiando. La chiesa posta al centro del villaggio e il fornello acceso sotto la pentola dei ceci. Ricordate i giorni del cacao meravigliao? Mentre Arbore furoreggiava in tv, davanti al Bar Centrale ci fu un anonimo “poeta” che compose un verso, più bello di quelli del “Giovane favoloso”: “So’ cotti i ceci!”. E giù, tutti in coro, con voce sguaiata, a ripetere “So’ cotti!”.

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Mi sembra prematuro parlare, a dieci giornate dal termine, di questa leguminosa. Ma, per non farmi trovare impreparato, dopo le pere mi sono procurato anche un sacchetto di ceci-contadini. Forse non serviranno, ma meglio averli a disposizione lo stesso, i ceci. Non si sa mai. In punta di verità, i ceci da ragazzo non mi sono mai piaciuti. Ma nei primi anni Ottanta, a forza di sentirli nominare, pregai mia moglie di prepararne un’abbondante pignata. Li cucinò a puntino. Per festeggiare in famiglia l’approdo in B. E a ogni cucchiaiata si alzava il grido di “So’ cotti i ceci”.

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Tra le fedelissime del Lupo c’è anche una ragazza che predilige gonne corte e scollature vertiginose. Un tocco di autentica femminilità non nuoce. Anzi, fa bene all’ambiente. Che ha bisogno costantemente della giusta temperatura. Con la fedeltà del dromedario, la burrosa signorina ha promesso di sfilare in costume da bagno, in caso di vittoria del campionato. L’aspettiamo.

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