Centrodestra, Patriciello rinuncia alla candidatura. Ex Cinque Stelle, Ortis getta la spugna

“La scelta è stata sofferta, ci sono state forti sollecitazioni per una mia candidatura, ma sull’altro piatto della bilancia c’è il mio impegno in Europa che, dopo la rinuncia di Tajani, assumerà un rilievo ancora maggiore. Inoltre non me la sento di lasciare una istituzione dove sono stato eletto da decine di migliaia di cittadini del Sud, devo continuare a rappresentarli, è un obbligo politico ma anche morale”. Così Aldo Patriciello dà la notizia della sua rinuncia, ma per capire meglio, vediamo un estratto delle sue dichiarazioni pubblicate oggi sulle colonne di Primo Piano:
«Non sarò candidato né alla Camera, né al Senato. Sono e resto un parlamentare europeo, il mio posto è a Bruxelles».
Patriciello, il 25 settembre il centrodestra, stando ai sondaggi, potrebbe fare cappotto e andare al governo. Per Lei ci potrebbe essere un posto nell’esecutivo nazionale, da ministro o sottosegretario, perché rinunciare?
«La mia è anzitutto una scelta di coerenza. In questi ultimi mesi, ho sempre dichiarato che non sarei stato candidato in una eventuale elezione politica: rispettare la parola data, per chi come me ha un’impostazione imprenditoriale prima ancora che politica, è un valore irrinunciabile. C’è poi una motivazione più strettamente politica. Non potrei mai tradire il mandato che decine di migliaia di elettori, in tutto il Sud, hanno inteso conferirmi con la loro fiducia nelle ultime elezioni europee. Ho un dovere morale nei loro confronti: quello di completare il mio mandato, soprattutto in un momento storico come questo in cui le grandi decisioni per il futuro del nostro Paese passano per Bruxelles».
Da sottolineare che, dopo la scelta di Tajani di candidarsi alle Politiche, lasciando il parlamento europeo, il ruolo di Patriciello in Europa cresce di molto. Sarà lui il riferimento di Forza Italia in parlamento e nel partito popolare europeo. Insomma una responsabilità enorme, che lo gratifica dopo anni di costante impegno a Bruxelles in nome di tante regionali italiane che lo hanno eletto. Ma tornando alle elezioni italiane, come la vede Patriciello:
«Mi aspetto innanzitutto senso di responsabilità. Forse non a tutti è chiara la drammatica situazione nella quale ci troviamo. La pandemia ha sì attenuato la sua gravità iniziale, ma siamo in una fase di rapido aumento delle infezioni; la guerra in Ucraina sta mettendo a dura prova non solo il continente ma il mondo intero; è in atto una spaventosa crisi alimentare i cui risvolti non sono ancora evidenti ma che nei prossimi mesi può diventare molto pericolosa; c’è la grande sfida energetica e la necessità di cambiare radicalmente le nostre abituali fonti di approvvigionamento; abbiamo un’inflazione che è tornata a livelli preoccupanti e che impoverisce le famiglie italiane, un debito pubblico che è il più alto d’Europa, ovviamente, c’è il piano di investimenti del Pnrr da portare a termine, un’occasione storica per il nostro Paese. In una situbazione del genere è necessario parlare con chiarezza agli elettori, spiegando cosa si intende fare per il futuro del Paese agendo con immediatezza».
Immancabile il commento dell’eurodeputato sulla legislatura che si sta chiudendo e sui suoi interpreti molisani, la pattuglia Grillina eletta a Roma:
«Beh, ritengo fin troppo evidente il fatto che c’è stato qualcuno che, nel tentativo di costruirsi una visibilità politica, ha impiegato la maggior parte del proprio tempo a disposizione attaccando le poche eccellenze della nostra Regione invece di cercare di costruire qualcosa di buono per il Molise. E questo è un peccato. Soprattutto perché la delegazione parlamentare pentastellata è stata per ben cinque anni al governo di questo Paese e aveva tutti gli strumenti per poter contribuire in maniera efficace alla crescita del nostro territorio. Sono molto preoccupato, non lo nascondo. In una situazione di grande fragilità politica ed economica come quella che stiamo attraversando io credo che sia necessario rimboccarsi le maniche e cercare di fare ogni cosa in nostro potere per far crescere il Molise ed evitare che i pochi giovani che sono rimasti vadano via. E la ricetta è una sola: lavoro, lavoro, lavoro. La politica deve avere il coraggio di mettere da parte le piccole beghe di partito, i personalismi, le gelosie, i rancori e tornare a pensare in modo coerente allo sviluppo di questa regione. E bisogna farlo insieme, aldilà delle singole appartenenze partitiche. Peggio di fare le cose e sbagliare c’è solo il non fare niente. E questo è un lusso che il Molise non può permettersi». L’altra novità sul fronte elettorale è la rinuncia di Fabrizio Ortis ad una nuova candidatura:
“Non mi ricandido. Sono grato per l’occasione che mi è stata concessa, ma per me l’esperienza in Parlamento si conclude con la fine del mandato. La speranza è che presto arrivi qualcun altro che abbia lo stesso spirito di cambiamento che aveva animato il Movimento Cinque Stelle quando ha superato il 33 per cento alle elezioni del 2018” ha dichiarato l’ex senatore Grillino.