‘Centrale’ dello spaccio a Bojano, i due trentenni preferiscono rimanere in silenzio

Non hanno risposto alle domande del giudice i due ragazzi arrestati nell’ambito dell’operazione antidroga “Stagnola”. Gli avvocati Tolesino e Gentile hanno chiesto il trasferimento ai domiciliari

Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere i due 30enne arrestati nell’operazione antidroga denominata “Stagnola”.

Questo pomeriggio, martedì 31 maggio, entrambi sono comparsi davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Campobasso, D’Onofrio, ma hanno scelto la strada del silenzio. Con loro anche gli avvocati difensori: Silvio Tolesino e Nais Gentile, che hanno presentato richiesta al gip di sostituzione della misura cautelare, dal carcere agli arresti domiciliari. Decisione che arriverà nelle prossime ore; in caso di parere negativo, i legali non escludono di ricorre al Tribunale del Riesame.

Ricordiamo come i due giovani di Bojano sono stati arrestati nel corso di un blitz dei Carabinieri di Bojano (su delega della Procura di Campobasso), che hanno perquisito 28 persone tra indagati e assuntori certificando oltre 2200 cessioni di stupefacenti. Un’operazione i cui dettagli sono stati illustrati il 27 maggio nel corso du una conferenza stampa.

L’avvocato Silvio Tolesino
Un momento della conferenza stampa dei Carabinieri