«Caso Milik: De Laurentiis, genio o biscazziere»

«È il vero caso di questo calciomercato. Lo è però ,secondo noi , non dall’ultima riapertura del 4 gennaio, ma almeno da quella della sessione estiva che risale al 1 Settembre, sempre del 2020.Già nella finestra precedente, aveva occupato sempre la prima pagina, con trasferimenti che sembravano spesso apparecchiati, prima alla Juventus e poi alla Roma, con Dzeko che avrebbe fatto il viaggio in direzione Torino, ma che all’ultimo tuffo, per motivi sovente incomprensibili, hanno sempre bloccato l’affair.. , pardon: ”l’affare”. Eppure la sua condizione contrattuale non è affatto diversa da quella di colleghi almeno altrettanto importanti ( come Donnarumma e Calhanoglu), tutti in scadenza giugno 2021.Vi chiederete allora perché si parla quasi esclusivamente dell’attaccante polacco e non anche delle due delicate vicende in casa Milan, con Donnarumma peraltro, gestito da un osso duro come l’italo-olandese Raiola; oltretutto recidivo nella vicenda, visto che la stessa manfrina l’aveva posta in essere anche quattro anni orsono, con il Milan costretto a farsi parecchio male sul piano finanziario ,per trattenere un indubbio valore mercato, al punto di corrispondere ad un diciottenne, la somma netta di 6 milioni di euro più il tesseramento del fratello maggiore Antonio ad 1 milione netto, sempre per gli stessi 4 anni. La differenza rilevante però, sta nel fatto che mentre Donnarumma, ed anche lo stesso Calhanoglu, ne fanno soltanto.. una questione di moneta, facendo chiaramente filtrare che vorrebbero proseguire la carriera in rossonero; Milik ha ufficialmente dichiarato da diversi mesi che ritiene concluso il suo ciclo napoletano, vedendosi in nuovo progetto professionale, per cui il Napoli, se non riesce a venderlo entro il 1 Febbraio 2021, lo perderà parametro zero . Improbabile prefigurarsi ribaltoni, che si materializzerebbero con la firma di un nuovo prolungamento di contratto con il Napoli, a partire dal 1 luglio 2021.E veniamo al dunque: ma l’imprenditore calcistico- cinematografico, scritto in questo rigoroso ordine, perché continua a chiedere 15 milioni di euro a tutti ( buon ultimi, per ora, Atletico Madrid e Marsiglia), quando i mandatari di Milik, il polacco Pantak ed il domiciliatario italiano De Vecchi, potrebbero già sottoporre al proprio assistito dal 1 gennaio u.s. un nuovo contratto che comincerà a decorrere dal 1 luglio 2021 ?Se la domanda appare assolutamente pertinente, la risposta sembrerebbe scontata: De Laurentiis starebbe sbagliando tutto. Sul secondo protagonista di questo giallo calcistico degno di Agatha Christie però ,è forse opportuno tracciarne un po’ più diffusamente il profilo. Parliamo di una persona che , digiuna di calcio, decide nel 2004 di salvare il Napoli dal fallimento, versando alla sezione fallimentare del Tribunale di Castelcapuano poco meno di 30 milioni di euro .Nonostante quel Napoli fosse retrocesso in serie “ B”, gli organi calcistici lo costringono a ripartire dalla serie “C”, che comincia nel ritiro dell’hotel Paestum, con l’allenatore Ventura, ma senza palloni. Giampiero Ventura non finì la stagione 2004-2005, ma, nonostante l’esonero ,il Napoli perse il play-off promozione con l’Avellino di mister Oddo padre ( Franco),e dovette aspettare l’anno successivo per salire in “ b” e poi in “a” subito dopo. Quindi nella narrazione delaurentisiana, oltre ad una società ricostruita e riportata in serie A in tre anni, dobbiamo anche considerare la collocazione stabile ,nell’Europa che conta. Altra medaglia non indifferente, è quella di aver reso il Napoli una delle pochissime società calcistiche italiane a non essere indebitata con le banche nonostante la gestione sia sostanzialmente familiare .Se si guarda poi al rosso di Juve, Roma, Milan ed anche Inter , l’impresa è tutt’altro che risibile. Se spostiamo la lente sul terreno del calciomercato dove si sta giocando questa vicenda, il nostro, solo per fare qualche esempio, ha comprato Lavezzi a 6 milioni per rivenderlo al PSG a 30; Cavani preso a 16 milioni dal Palermo e ceduto sempre al buon Leonardo del PSG a 64; Higuain comprato a 30 dal Real Madrid e ceduto a 90 milioni alla Juventus; Jorginho a 7 dal Verona e ceduto al Chelsea per 65.Diciamo che, in linea di massima, non sarebbe proprio, per usare un eufemismo, l’ultimo degli sprovveduti. Ma allora, cosa avrebbe realmente in mano il Presidente del Napoli per tirare ( commercialmente) così tanto la corda col rischio di non portare a casa nulla? L’unico vantaggio di Dela, risiede nel fatto che, se Milik, come appare più logico allo stato dell’arte decidesse di sfruttare la scadenza contrattuale, il Napoli, non utilizzandolo, cosa che sta’ puntualmente accadendo nonostante gli Infortuni di Osimhen e Martens, gli farebbe perdere la vetrina europea a cui il calciatore tiene particolarmente. Ma va anche considerato che Milik, se andasse in scadenza di contratto, oltre a poter scegliere la preferita tra le pretendenti, porterebbe a casa molto di più di quanto si dovrebbe accontentare ( si fa per dire..), se qualcuno oltre al suo ingaggio, dovrebbe poi passare dalle forche caudine del Dela , cifra che, potremmo quantificare in almeno 10 milioni.E poi, conviene a Milik perdere questa somma potenziale per giocarsi la ribalta europea come sostituto di Lewandoski ?Nella partita di poker che le parti stanno giocando, le carte in mano di De Laurentiis non sembrano granché. Ci chiediamo: è un muro destinato a crollare negli ultimi giorni di mercato dove di solito, anche i più riottosi scendano a più miti consigli? Francamente è un pronostico tutt’altro che agevole. Se proprio mi dovessi sbilanciare, opterei per un Milik che sfrutta la scadenza per andare via a giugno. Dove? Probabilmente alla Juventus».

Francesca Arbotti