Casa Pistilli, arriva la replica di Dentizzi: “Il sindaco deve leggere il regolamento”

Piccata risposta del geriatra: “Nella normativa regionale non è prevista la figura del direttore Sanitario”

La telenovela che riguarda la Casa di Riposo Pistilli di Campobasso si arricchisce di un nuovo capito. Questo pomeriggio l’intervento del sindaco Gravina di Campobasso che ha addebitato precise responsabilità, tra cui la mancata nomina del direttore sanitario e l’assenza di rendicontazione, alla base del divorzio con il dottor Dentizzi.

In serata è giunta la replica, piccata, del diretto interessato che ha invitato il primo cittadino a leggere il regolamento regionale sulle Case di Riposo.

“All’inizio – ha esordito il dottor Dentizzi – credevo che fosse uno sbaglio degli organi d’informazione, ma poi ho sentito dalla viva voce del sindaco di Campobasso l’addebito della mancata nomina di un direttore sanitario della Casa di Riposo “Pistilli”.

Le Case di Riposo per poter funzionarie hanno bisogno di essere accreditate e per ottenere l’accreditamento devono rispettare precisi ed inderogabili requisiti strutturali, organizzativi e di personale.

I Comuni che ospitano le case di riposo sono deputati alla concessione dell’accreditamento e alla verifica periodico del rispetto delle normative stabilite dalla Regione Molise.

La Casa di Riposo Pistilli è stata accreditata dal Comune di Campobasso. Se il Sindaco ritiene che non rispetti gli standard organizzativi e di personale perché non procede alla revoca dell’accreditamento?

Ma non può farlo perché la Casa di Riposo Pistilli rispetta totalmente ciò che è richiesto dalla normativa regionale.

Nella normativa regionale non è prevista assolutamente la figura del direttore sanitario (infatti nessuna casa di riposo in Molise ne ha uno), ma prevede che la direzione della Casa di Riposo deve essere affidata ad un assistente sociale, figura che la Casa di Pistilli ha.

Invito pertanto il sindaco – ha concluso il dottor Dentizzi – a rileggere (o leggere per la prima volta) il regolamento regionale (B.U.R, n. 1 del 27/02/2015) ed in particolare l’articolo 51.

Per ora ci fermiamo qui.”