Carresi: è polemica, don Antonio Di Lalla critica l’operato della Giunta

Pronta la replica del Tutore della manifestazione, Pasquale Di Bello

LARINO

A meno di una mese dalla prima delle corse dei carri in programma, quella di San Martino, fissata per il 30 aprile,  si consuma via social un botta e risposta degno di una commedia del miglior Giovannino Guareschi, che pone al centro della diatriba la delibera attraverso cui la Regione Molise ha stanziato, nell’ambito delle Carresi, 378 mila euro per la messa in sicurezza dei percorsi. Da una parte c’è don Antonio Lalla, Parroco della Beata Maria Vergine delle Grazie di Larino, e dall’altra il Tutore delle Carresi, Pasquale Di Bello. Il primo, puntando il dito contro il provvedimento ratificato dalla Giunta guidata da Donato Toma scrive: «Non abbiamo mai dubitato della incapacità della giunta regionale di affrontare correttamente i problemi. Ora ne abbiamo una prova ulteriore. Per far contenti e gabbati i paesi di tradizione albanese stanzia 373.000 euro perché possano svolgere la corsa dei carri, ma passa nelle mani della Commissione di Vigilanza il cerino acceso in quanto quest’ultima deve dire la parola definitiva sulla fattibilità. Poiché il maltrattamento degli animali (dall’uso dei pungoli al far correre i buoi sull’asfalto) non può essere escluso, se la commissione dice no si scatena la rivolta degli abitanti, se dice sì si ritrova subissata dalle querele degli animalisti. Hanno salvato la loro faccia giocando con il culo degli altri, chiamati a fare semplicemente il loro mestiere! Questo è amministrare!Come finirà? Ai posteri l’ardua sentenza». Un’analisi non condivisa dal Tutore delle Carresi, Pasquale di Bello: «Senza sapere nulla di un anno di lavoro, tutto ampiamente documentato su questa pagina, Di Lalla si avventura in giudizi da maestrino con la penna rossa che dimostrano l’ampio tara ideologica e la totale ignoranza della materia di cui tratta. A partire da quei “paesi di tradizione albanese” a cui fa risalire le Carresi, dimenticando che San Martino in Pensilis, il paese dalla Carrese più lunga, complessa e antica (senza nulla togliere alle altre), nulla ha a che fare con la “tradizione albanese”. Ma l’ignoranza è ancor più manifesta laddove parla di “cerino” che la Regione avrebbe passato alla Commissione di Vigilanza, senza sapere che la Commissione per i Pubblici Spettacoli è obbligatoria e, per legge, ha la “parola definitiva”. Ancora, Di Lalla aggiunge, e rincara la dose anti Carresi avventurandosi sul terreno dei maltrattamenti agli animali che, stabilisce lui, sono rappresentati dal'”uso dei pungoli al far correre i buio sull’asfalto”, ignorando l’esistenza di un disciplinare, recepito come regolamento dalla Regione Molise, e di una legge Regionale che vanno entrambi nella direzione della massima tutela possibile del benessere animale. Tutto questo, palesemente, serve a Di Lalla per polemizzare contro la Regione (“Non abbiamo mai dubitato della incapacità della giunta regionale di affrontare correttamente i problemi”), strumentalizzando a fini politici le Carresi».

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