Caracciolo, riunione a Campobasso

L’incontro nella sede dell’Asrem. Marcovecchio, Sciullo, Sammartino e Di Nucci saranno ricevuti dai commissari

FRANCESCO BOTTONE

AGNONE

Dopo tanto clamore mediatico in merito alle sorti dell’ospedale “Caracciolo” di Agnone si è riusciti strappare soltanto un incontro, l’ennesimo, con i commissari alla Sanità regionale e i vertici Asrem. Voci di imminenti dimissioni del sindaco di Agnone, Lorenzo Marcovecchio, minacce di un blocco della fondovalle Trigno, o di occupazione della sede dell’Asrem a Campobasso, i vari Comuni di zona che votano in consiglio un ordine del giorno a tutela del “Caracciolo”.

Come effetto di tutto questo clamore, per il pomeriggio di oggi è previsto un incontro tra l’amministrazione comunale di Agnone, i comitati civici nati a salvaguardia della struttura e i responsabili dello smantellamento progressivo e inarrestabile dell’ospedale di area disagiata di Agnone. L’incontro si terrà oggi alle ore 15 nella sede dell’Asrem a Campobasso. Lorenzo Marcovecchio e i responsabili dei comitati Enrica Sciullo (Il Cittadino c’è), Armando Sammartino e Franco Di Nucci (Articolo 32), saranno ricevuti, bontà loro, dai commissari alla sanità del Molise e dai vertici Asrem. Non è certo il primo incontro simile e probabilmente non sarà neanche l’ultimo. Tutti i vertici svolti in precedenza si sono rivelati del tutto inutili, anzi. I reparti sono sempre più spopolati di personale e di pazienti. I servizi erogati sono sempre più claudicanti e ovviamente medici, infermieri e soprattutto pazienti fuggono altrove, perché «al “Caracciolo” non c’è futuro».

Un futuro nero che diventerà ancor più buio tra poche settimane, quando ci saranno altri pensionamenti e trasferimenti. Intanto resta, come un fiore all’occhiello però appassito e morto, il riconoscimento di ospedale di area disagiata. Un riconoscimento che di fatto non si è tradotto in nulla di quanto previsto dal decreto Balduzzi in merito ai presidi di area particolarmente disagiata. Altrove si scende in piazza, si fa lo sciopero del voto non partecipando alle elezioni europee in vista ad esempio. Ad Agnone e in Alto Molise si continua a trattare, seduti attorno ad un tavolo, con gli strapagati vertici dell’Asrem e con i commissari ai quali interessa una sola cosa, far quadrare i conti della sanità regionale. Se questi problemi esclusivamente contabili mal si conciliano con il diritto alla salute di un intero territorio montano non sembra essere un loro problema, né dell’Asrem, né dei commissari del Governo. La politica, quella regionale, tace, in un imbarazzante silenzio. Gli amministratori locali balbettano inapplicate minacce di dimissioni o di manifestazioni di piazza e continuano a trattare inutilmente seduti attorno ad un tavolo.

Questo sito utilizza cookie per migliorare l'esperienza per l'utente. Per ulteriori dettagli puoi consultare la pagina dedicata. Accetta Dettagli

WP Twitter Auto Publish Powered By : XYZScripts.com