Cane che azzannò bambino, la verità processuale: le dichiarazioni dell’avvocato Morelli

Il nove aprile il nostro giornale ha pubblicato un articolo dal titolo “Centomila euro da pagare per i padroni del cane che azzannò un bambino alla testa”. Subito dopo l’avvocata Michela Morelli, in nome e per conto di Liberato Bucci, ci ha scritto, chiarendo e precisando, a nome del cliente, la sua versione dei fatti processuali. Per completezza di informazione la pubblichiamo di seguito: «Nell’articolo si legge chiaramente che i proprietari del cane sono stati assolti. Al contrario, però, mentre nei primi due gradi di giudizi sono stati condannati, la Cassazione ha dichiarato l’intervenuta prescrizione, non avendo fornito, gli imputati, la prova liberatorie e, quindi non potendo assolverli nel merito. Altra precisazione attiene al quantum richiesto, 500 mila euro a fronte della richiesta di 200 mila, ma comunque da accertare con C.T.U., così come avvenuto in corso di causa. Quindi i proprietari del cane non sono stati assolti ma è intervenuta la prescrizione e, soprattutto, la Cassazione ha ritenuto di non poter assolvere nel merito, in assenza di prova liberatoria della colpevolezza; in secondo luogo, la condanna è di 104 mila euro, oltre quasi 20 mila euro di spese, in quanto tutte le loro domande, di manleva e di nomina del curatore speciale sono state sia dichiarate inammissibili che rigettate».